Nessuna patrimoniale e nessun aumento delle tasse. Cosi’ il ministro Poletti al Forum Ambrosetti, Ma e’ scontro con il segretario della Cgil Susanna Camusso. Il governo interverra’ sulle pensioni nella legge di Bilancio: se basteranno 2 miliardi dipendera’ dalle risorse disponibili. “Faremo il massimo. Bisogna tenere conto della contabilita’ pubblica e delle compatibilita’”, spiega il ministro del Lavoro Giuliano Poletti sulla cifra circolata. E indica pensioni minime, anticipo pensionistico e ricongiunzioni onerose come i cardini su cui intervenire. Il segretario Cgil Camusso precisa che di pensioni si parlera’ con il governo il 12 settembre.
“Noi non abbiamo alcuna intenzione di fare una patrimoniale e non abbiamo alcuna intenzione di aumentare le tasse”. È stato ministro del Lavoro Giuliano Poletti, a margine del Forum Ambrosetti, a chiarire la linea del governo sull’ipotesi di tassare i grandi patrimoni per ridurre le tasse sul lavoro. “La nostra intenzione – ha spiegato Poletti – è quella di ridurre le imposte e abbiamo cominciato a farlo, abolendo la tassa sulla casa e togliendo il costo del lavoro stabile dall’Irap.Un messaggio chiaro, ribadito anche dal collega dello Sviluppo Economico Carlo Calenda, che al suo arrivo a Villa d’Este ha definito “sbagliata” l’ipotesi di introdurre la patrimoniale. “In questo momento – ha aggiunto – dobbiamo perseguire e continuare nel percorso di riduzione della pressione fiscale e cercare di indirizzare la riduzione della pressione, che può essere fatta in modo selettivo, verso gli obiettivi che ci traguardiamo per esempio la ripresa degli investimenti privati”.A lanciare l’idea di tassare i grandi patrimoni per alleggerire le imposte sul lavoro, è stata il segretario generale della Cgil Susanna Camusso.Proposta che ha ribadito al suo arrivo a Cenobbio. “Il nostro Paese per difendere il fatto che i più ricchi continuino ad essere più ricchi si continua ad aumentare la tassazione sul reddito delle fasce più deboli”, ha osservato Camusso sulla terrazza di Villa d’Este, in una pausa dei lavori del Forum Ambrosetti.”Poletti esclude la patrimoniale? – ha aggiunto – Sbaglia”. “Questo non toglie nulla alla convinzione della nostra proposta – ha proseguito – perché il continuo intervenire di provvedimenti fatti di bonus, di tassazioni di singoli elementi è un sistema che porta a ridurre la progressività fiscale. Siccome bisogna difendere il reddito, bisogna ridistribuirlo – ha aggiunto – credo sia giusto costruire un sistema fiscale che abbassando la pressione sulla produzione diretta di reddito, la trasferisca a quelli che sono i patrimoni che spesso sono anche improduttivi per il Paese”.Tra Poletti e Camusso non c’è accordo nemmeno sui contratti di lavoro. “Noi abbiamo sempre pensato che il contratto di lavoro nazionale abbia una sua ragion d’essere – rassicura Poletti – e ha una finalità che è quella di garantire gli standard essenziali di tutela dei lavoratori. Quindi non abbiamo nessuna previsione di andare verso indebolimenti o addirittura a annullamenti dei contratti nazionali” anche se “il problema è come sostenere la produttività” e di “come connettere una parte del trattamento economico agli elementi di produttivita’, quindi di partecipazione responsabile dei lavoratori all’impresa del risultato. Quindi c’è un elemento di innovazione che va costruito”.”Se l’obiettivo dell’intervento è abolire la contrattazione nazionale – ha replicato Camusso – bisogna sapere che questo implicherebbe un ulteriore impoverimento del mondo del lavoro che già è diventato molto povero: il tema della redistribuzione del reddito presuppone che a livello nazionale ci sia il riconoscimento di un punto di partenza, peraltro fedele al principio costituzionale in base al quale c’è equivalenza di retribuzione fra un lavoratore occupato in una grande azienda, che fa investimenti, e un lavoratore occupato altrove”.Un altro conto, ha continuato Camusso “è incentivare la produttività, però questa non aumenta con i buoni benzina e i buoni spesa, aumenta se aumentano gli investimenti, se non c’è questo si parla del nulla”.
Sulle pensioni il ministro Poletti getta acqua sul fuoco annunciando che il governo nelle legge di Bilancio interverrà in maniera convinta, ma se basteranno 2 miliardi dipenderà dalle risorse disponibili. Verrà anche stanziato un miliardo e mezzo per la lotta alla povertà. “Ci sarà in qualche misura” per aumentare le pensioni minime, ma – spiega – dobbiamo trovare le modalità e le forme però questo è nelle nostre previsioni”. E sull’anticipo pensionistico spiega che l’obiettivo del governo è “rendere più aperto e flessibile questo strumento”.Susanna Camusso, invece, non transige. La misura più urgente, per il segretario della Cgil, deve andare a favore di chi “si è trovato per colpa della legge Fornero in mezzo al guado, si tratta di disoccupati di lungo periodo che non riescono ad arrivare alla pensione”. Anche l’anticipo pensionistico è un’idea “ingiusta dal punto di vista delle condizioni delle persone – ha osservato – .Alla fine ha come obiettivo quello di continuare a ridurre gli assegni pensionistici in un Paese che ha già un problema di povertà delle pensioni”.Per il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia, infine, si deve “prima allargare la torta e poi affrontare la questione della disuguaglianza, partendo dalle pensioni minime, perché i redditi più bassi sono quelli che soffrono di più'”. “Insieme – ha concluso – dobbiamo costruire un patto per la crescita e la stabilità – ha aggiunto – La crescita è la precondizione alla stabilità”.