DOMANI NUOVO VOTO. CHIESTO L’OK SOLO SOLO PER L’ACCORDO DI DIVORZIO. UE: ‘SERVE UN SI”
Il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk interviene sulla Brexit e su quanto sta accadendo in Gran Bretagna: “Non possiamo tradire i 6 milioni di persone che hanno firmato per revocare l’articolo 50”, e il milione di britannici che “hanno manifestato” per un voto popolare e “la maggioranza crescente di persone che vuole restare nell’Ue. Queste persone devono avere la sensazione di essere rappresentati dall’Ue, perche’ sono europei”. E il coordinatore dell’Eurocamera sulla Brexit, Guy Verhofstadt, commenta: “Il seme per il ritorno della Gran Bretagna nell’Unione europea e’ stato piantato”.
Il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk, in un intervento sui risultati dell’ultimo vertice Ue di Bruxelles, il 22 e 23 marzo, a Strasburgo, davanti alla plenaria dell’Europarlamento, ha detto che nel Regno Unito c’è una “crescente maggioranza di persone che vogliono rimanere nell’Ue”, e che possono non sentirsi rappresentate dal Parlamento di Westminster; il Parlamento europeo non deve tradirle, e l’Ue deve concedere una proroga lunga dei negoziati con Londra, se i britannici vogliono rivedere la loro strategia sulla Brexit.
Tusk ha ricordato che i leader dell’Ue hanno stabilito due nuove scadenze per il negoziato sulla Brexit: il 22 maggio, se entro la settimana in corso il Parlamento britannico riesce finalmente ad approvare l’Accordo di ritiro già bocciato due volte, e il 12 aprile. Fino a quel momento, ha detto Tusk, “il Regno Unito ha ancora la scelta fra accordo, non accordo, proroga lunga e revoca dell’Articolo 50”, la disposizione del Trattato Ue invocata per attivare la Brexit. “E qui – ha detto – lasciatemi fare una considerazione personale davanti a voi membri dell’Europarlamento: prima del Consiglio europeo” del 22 e 23 maggio scorsi “avevo detto che dovremmo essere aperti a una prodoga lunga” del negoziato “se il Regno Unito vuole ripensare la sua strategia sulla Brexit, ciò che implica naturalmente la sua partecipazione alle elezioni europee”. Ma poi, ha continuato, “ci sono state voci alcuni di voi hanno detto che questo sarebbe dannoso o scomodo per alcuni di voi. Voglio essere chiaro: un simile modo di pensare è inaccettabile. Non potete tradire i 6 milioni di persone che hanno firmato la petizione per revocare l’Articolo 50, né il milione di persone che hanno marciato per un nuovo voto popolare, o la crescente maggioranza di persone che vogliono rimanere nell’Ue”. Queste persone, ha concluso il presidente del Consiglio europeo, “possono sentire di non essere sufficientemente rappresentati dal Parlamento del Regno Unito, ma devono sentire di essere rappresentati da voi, in quest’Aula, perché sono europei”.
Il governo di Theresa May ha messo per domani all’ordine del giorno un nuovo dibattito alla Camera dei Comuni sull’accordo di divorzio dall’Ue gia’ bocciato due volte dai deputati. L’obiettivo e’ quello di ottenere un terzo voto di ratifica, sperando questa volta di poter strappare una maggioranza. Il voto dovrebbe essere sul solo accordo di divorzio raggiunto dalla premier con l’Ue scorporando la relazione sulle dichiarazioni future. “Ora ci serve un si'” e’ l’appello della Ue.