Dopo tre anni di negoziati, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha annunciato a Ginevra l’adozione del primo Accordo Pandemico Globale, un’intesa storica volta a rafforzare la preparazione e la risposta collettiva a future emergenze sanitarie. L’accordo, approvato con 124 voti favorevoli e nessuna opposizione, si propone di garantire un accesso equo e tempestivo a vaccini, terapie e strumenti diagnostici a livello mondiale.
Il Direttore Generale dell’OMS, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha espresso grande soddisfazione, dichiarando che “il mondo è oggi più sicuro” grazie a questa “vittoria per la salute pubblica, per la scienza e per l’azione multilaterale”. L’intesa definisce principi, approcci e strumenti per un migliore coordinamento internazionale, mirando a rafforzare l’architettura sanitaria globale.
Tuttavia, non tutti i paesi hanno aderito con entusiasmo. Nel voto in commissione che ha preceduto l’adozione formale, undici paesi si sono astenuti, tra cui l’Italia. La posizione italiana, come ribadito dal governo, sottolinea la centralità della sovranità nazionale nelle decisioni in materia di salute pubblica, un punto cruciale emerso durante le trattative e riaffermato nel testo finale dell’accordo, che esclude l’imposizione di misure specifiche come lockdown o obblighi vaccinali da parte dell’OMS.
Il nuovo accordo, il secondo vincolante negoziato sotto l’articolo 19 della Costituzione dell’OMS dopo la Convenzione quadro per il controllo del tabacco del 2003, introduce importanti meccanismi di cooperazione. Tra i prossimi passi, l’avvio dei negoziati per il sistema globale di condivisione dei patogeni e dei benefici derivanti (PABS), che mira a destinare almeno il 20% della produzione globale di strumenti sanitari ai paesi in base a rischio e necessità, con priorità a quelli in via di sviluppo. Prevista anche la creazione di un Meccanismo Finanziario di Coordinamento e di una Rete Globale per la Logistica e la Catena di Fornitura, per superare le disuguaglianze nell’accesso ai prodotti sanitari durante le emergenze.
Il presidente dell’Assemblea di quest’anno, Teodoro Herbosa, Segretario alla Salute delle Filippine, ha sottolineato come l’accordo rappresenti “un’opportunità unica per garantire che le lezioni apprese dal COVID-19 non vadano sprecate”. L’accordo entrerà ufficialmente in vigore una volta ratificato da almeno 60 paesi.