Alla storica segretaria di Bernardo Caprotti, Germana Chiodi, vanno 75 milioni di euro, la meta’ dei risparmi del fondatore di Esselunga. Ai 5 nipoti e’ destinata l’altra meta’ di conti correnti e titoli, 15 milioni a testa. Sono queste le cifre dell’eredita’ dopo che l’esecutore testamentario ha verificato la consistenza dei risparmi. ‘Germana custodisce il ricchissimo archivio che narra anche le molte dolorose vicende familiari oltre che aziendali’, si legge nel documento con le ultime volonta’ dell’imprenditore.
Oltre alle partecipazioni in Supermarkets Italiani e in Villalta Partecipazioni, agli immobili e alle opere d’arte possedute, Bernardo Caprotti – il fondatore di Esselunga scomparso nelle scorse settimane – ha lasciato agli eredi circa 150 milioni di risparmi depositati in due conti titoli, presso Deutsche Bank e Credit Suisse, e in un conto corrente presso la stessa banca tedesca. E’ quanto confermano fonti a conoscenza della situazione. Seguendo le indicazioni contenute nel testamento dell’imprenditore, meta’ di questo patrimonio in titoli e liquidita’ andra’ alla segretaria storica di Caprotti, Germana Chiodi. L’altra meta’, divisa in parti uguali, e’ stata destinata ai nipoti Tommaso, Margherita e Giovanni Caprotti (figli del primogenito del patron) e ad Andrea e Fabrizio Caprotti (figli del fratello minore Claudio). Alla ex segretaria, che Caprotti ricordo’ con particolare affetto nel testamento ringraziandola per “lo straordinario aiuto” prestato nel corso degli anni, vanno dunque circa 75 milioni di euro.
Che la meta’ fosse destinata alla segretaria, diventata poi dirigente e gia’ destinataria, tre anni fa, di una donazione di 10 milioni di euro, Bernardo Caprotti lo ha stabilito nel suo testamento. Alla donna, oggi 68enne, in pensione dal 2008 e presente ancora in azienda come consulente, il patron di Esselunga ha lasciato due quadri di valore e l’archivio aziendale. “Germana custodisce il ricchissimo archivio che narra anche le molte dolorose vicende familiari oltre che aziendali” recita il documento con le ultime volonta’ dell’imprenditore, dove viene citata la Chiodi: “A lei voglio esprimere la mia immensa gratitudine per lo straordinario aiuto che mi ha prestato nel corso degli anni”. Ora i 75 milioni verranno tassati all’8% (a tanto ammonta l’imposizione per chi non ha legami di parentela col defunto), mentre Andrea e Fabrizio Caprotti, figli di Claudio – che col fratello Bernardo condivise l’inizio dell’avventura imprenditoriale nei supermercati – vedranno i 30 milioni a loro destinati gravati da un’aliquota del 6%. Piu’ leggero il fisco per i nipoti piu’ giovani, i tre figli di Giuseppe Caprotti, parenti in linea diretta: per loro (45 milioni in tutto) l’imposta di successione si ferma al 4 per cento.
Bernardo Caprotti ha lasciato una macchina da utili e un grande datore di lavoro.Il report dell’area studi di Mediobanca sulle principali aziende industriali e di servizi italiane dedica un focus a Supermarkets Italiani, la società a cui fa capo il marchio Esselunga.E la fotografia scattata dal documento è più che lusinghiera. L’anno scorso, infatti, Supermarkets Italiani ha registrato un fatturato di 7,190 miliardi e un utile di 276 milioni. I dipendenti, a fine dicembre, erano 21.930 e i punti vendita 152.Il report ha analizzato i risultati di Supermarkets Italiani nel decennio 2006-2015, illuminando la traiettoria di crescita del gruppo creato da Caprotti. Il fatturato è aumentato del 46%, oltre il doppio della media delle trenta aziende della grande distribuzione oggetto dell’indagine (+19,5%). I dipendenti, nell’arco del decennio, sono cresciuti del 35% e i punti vendita del 15%. Nel periodo Supermarkets Italiani ha registrato un utile netto cumulato di 2,2 miliardi e ha versato imposte per 1,3 miliardi.Tornando all’esercizio scorso, nella grande distribuzione Esselunga precede Eurospin (fatturato di 4,4 miliardi, +6,7%), Carrefour (4,9 miliardi, +6,1%) e Auchan-Sma (4,1 miliardi, -8,9%). A proposito di quest’ultima, Mediobanca nota che l’aggregato degli interessi italiani riconducibili alla famiglia francese Mulliez (oltre ad Auchan e Simply, vi sono Decathlon, Leroy Merlin, Bricocenter, Bricoman, Norauto, Kiabi e Pimkie) hanno fatturato 7,3 miliardi.Se, infine, le cooperative a marchio Coop (nove entità separate) avessero un fatturato consolidato si aggiudicherebbero, con 11 miliardi, la prima posizione nella grande distribuzione in Italia.