Un controllo di polizia all’alba in un hotel di via Marsala ha scatenato un durissimo scontro politico nel giorno della manifestazione “No Kings” nella Capitale. Protagonista l’eurodeputata di Alleanza Verdi e Sinistra, Ilaria Salis, svegliata intorno alle 7:30 dagli agenti per un accertamento durato circa un’ora. “Mi hanno fatto domande sulla mia presenza al corteo e sul possesso di oggetti pericolosi, senza rilasciare alcun verbale. Siamo ormai a un regime”, ha denunciato l’esponente di AVS.
Secondo la ricostruzione dell’europarlamentare, gli agenti avrebbero insistito sulle modalità del suo arrivo a Roma e sulla sua partecipazione alla mobilitazione del pomeriggio. Un episodio definito “molto grave” dai leader di AVS, Fratoianni e Bonelli, che hanno immediatamente chiesto spiegazioni al Ministro dell’Interno Piantedosi, parlando di una “lesione dell’immunità parlamentare”.
IL GIALLO DELLA SEGNALAZIONE SCHENGEN La Questura di Roma ha respinto ogni accusa di persecuzione politica, chiarendo che il controllo è scattato come “atto automatico” in seguito a una segnalazione inserita nel sistema Schengen dalla Germania. Non ci sarebbe, dunque, alcun legame diretto con il nuovo Decreto Sicurezza italiano. Fonti investigative suggeriscono che l’alert di Berlino sia legato alla presunta vicinanza dell’eurodeputata a gruppi antagonisti tedeschi, come la “Hammerband”, già al centro delle cronache giudiziarie in Ungheria e Germania per scontri di piazza.
Salis, ospite della trasmissione “In altre parole” su La7, ha però ribadito i suoi dubbi: “La Polizia risponde al Viminale. Se il Ministero non sapeva nulla, è ugualmente grave”. L’eurodeputata ha poi tracciato un parallelo polemico con il caso Almasri: “Sono zelanti con un’esponente dell’opposizione, mentre un criminale di guerra ricercato dalla CPI è stato rimpatriato con un volo di Stato”.
IL CORTEO “NO KINGS” E LA PROVA DELLA PIAZZA Il caso ha inevitabilmente infiammato gli animi della manifestazione “contro i re e le guerre”, la prima grande prova di piazza per la sinistra dopo la vittoria dei “No” al recente referendum. Gli organizzatori hanno parlato di un “fiume” di 300.000 persone. Tra bandiere della pace e slogan contro il governo Meloni, nel corteo sono apparsi anche striscioni a sostegno dell’anarchico Alfredo Cospito.
Mentre la politica si interroga sui confini dell’immunità — che secondo fonti parlamentari non coprirebbe i semplici controlli verbali d’identità — il caso Salis promette di approdare in Aula con una serie di interrogazioni urgenti volte a chiarire i contorni di quello che l’opposizione definisce un “clima di intimidazione”.