Dopo le polemiche dei giorni scorsi per le parole della premier Meloni alla Camera sul Manifesto di Ventotene, una delegazione di centrosinistra si è recata a Ventotene dove ha deposto un mazzo di fiori con i colori dell’Europa sulla tomba di Altiero Spinelli. L’iniziativa è stata promossa dal Pd. Hanno aderito Iv, Avs e +Europa, assenti Azione e M5s. ‘Non basta appellarsi a Ventotene, bisogna combattere concretamente’, il commento del leader del M5s Conte.

“Difendere la storia per scrivere insieme il futuro dell’Europa unita e libera che i nazionalisti vogliono distruggere”, ha scritto sui social il dem Andrea Casu postando una foto dell’omaggio a Spinelli sull’isola. Un’iniziativa, aggiunge Riccardo Magi, “per celebrare il manifesto e l’idea di tre giovani italiani ed europei rinchiusi al confino dal fascismo. L’Europa era rivoluzionaria allora ed e rivoluzionaria oggi. Ed ecco perché, allora come oggi, i nazionalisti temono l’Europa, il manifesto ei suoi autori. Ed è per questo che l’attaccano”. E poi Luciano Nobili di Iv: “Oggi siamo a Ventotene perché il sogno che 80 anni fa è nato qui è oggi ancora più urgente da realizzare”, quello degli Stati Uniti d’Europa. Sull’isola oggi non c’erano invece delegazioni nè dei 5 Stelle nè di Azione. Per Carlo Calenda “oggi l’atto più europeista che si può compiere è costruire una Nato europea”. Mentre Giuseppe Conte, impegnato in una serie di iniziative in Campania, dice che “non basta appellarsi a Ventotene, bisogna combattere sul terreno, concretamente”.

Quelle su Ventotene “sono delle polemiche assurde. Meloni sta facendo girare questo post in cui qualche anno fa magnifica lo spirito di Ventotene, ma questa e’ la politica che cerca sempre di capire che pancia grattare. In questo momento le faceva comodo quello”. Lo ha detto il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, a margine del Digital Journalism Fest a Milano. “Io penso che Ventotene sia stato un passaggio importante per la nostra storia e per quella europea – ha aggiunto -, e l’ho detto più’ volte: io mi sento italiano e ancora di piu’ europeo”. Essere il sindaco di tutti o il presidente di tutti “non e’ semplice, perché’ facendo politica siamo inevitabilmente divisivi. Ma andare a cercare tensione non va bene”, ha concluso Sala.