GENTILONI, NAVI SUPPORTO ALLA LIBIA, NON INVINCIBILE ARMATA
Ong divise sul codice per il salvataggio dei migranti. Medici senza frontiere e la tedesca Jugend Rettet non firmano le 13 regole del testo messo a punto dal Viminale. Polizia a bordo e possibile divieto di trasbordo su altre navi delle persone soccorse sono i due elementi ritenuti inaccettabili. Save the children e Mous invece aderiscono all’accordo: ‘Continueremo a salvare le vite’. ‘Chi rifiuta le regole e’ fuori dal sistema per il salvataggio in mare’, avverte il ministero. Il premier Gentiloni parla al Tg5 della missione navale contro il traffico di migranti: ‘Sara’ di supporto alla Libia, non l’invincibile armata’. Domani informativa al Parlamento dei ministri Alfano e Pinotti.
“Noi continuiamo la nostra attività sicuramente. Dopodichè, se ci saranno degli impedimenti molto gravi, delle situazioni di impossibilità di entrare nei porti, troveremo delle soluzioni…”. Lo ha detto Loris De Filippi, presidente di Medici Senza Frontiere a Radio Radicale, dopo che Msf non ha firmato il Codice di condotta delle Ong e il Viminale ha annunciato che chi non lo sottoscrive è fuori dal sistema organizzato per il salvataggio in mare.
“Apprezzamento” per “l’esemplare ruolo svolto dall’Italia nel salvare centinaia di migliaia di vite lungo la pericolosa rotta del Mediterraneo centrale. In questi anni complicati, il disfunzionale sistema di asilo dell’Unione Europea e una risposta insufficiente da parte degli altri Stati membri hanno fatto ricadere sulle sole autorità italiane sfide importanti, che avrebbero meritato ben altra attenzione da parte della comunità europea e internazionale”. E’ quanto scrive Medici senza frontiere nella lettera inviata al ministro dell’Interno, Marco Minniti, motivando il ‘no’ al codice di condotta delle Ong per il salvataggio in mare dei migranti. “Anche a partire da queste considerazioni, MSF ha scelto di partecipare alla discussione sul Codice di Condotta con un approccio assolutamente aperto e costruttivo- prosegue Gabriele Eminente, direttore Generale Medici Senza Frontiere Italia – Il nostro obiettivo è sempre stato quello di garantire il miglior coordinamento possibile tra tutti gli attori coinvolti, contribuendo al tempo stesso a rimuovere ogni elemento di dubbio e sospetto sugli obiettivi e le modalità di lavoro delle organizzazioni umanitarie impegnate nel soccorso in mare”.
Le Ong si dividono sul Codice di condotta del Viminale, non tutte lo firmano e il ministero dell’Interno avverte che il rifiuto “pone quelle organizzazioni non governative fuori dal sistema organizzato per il salvataggio in mare, con tutte le conseguenze del caso concreto che potranno determinarsi a partire dalla sicurezza delle imbarcazioni stesse”. A sottoscrivere sono state MOAS e Save the Children, mentre Proactiva Open Arms ha fatto pervenire una comunicazione per annunciare la volonta’ di firmare l’accordo. L’organizzazione francese Medecins Sans Frontiere (Msf) ha invece consegnato una lettera diretta al ministro dell’Interno Marco Minniti con la quale prende si’ atto “dell’esemplare ruolo svolto dall’Italia” – riferisce il comunicato del Viminale – ma al tempo stesso mette in luce che “i principi umanitari di indipendenza, imparzialita’ e neutralita’ non hanno consentito la firma assieme alle altre organizzazioni”. Cio’ nonostante, Msf ha ritenuto liberamente di adeguarsi alla gran parte dei principi del Codice da loro condivisi. Non hanno invece preso parte alla sottoscrizione le Ong Sea Watch, Sea ye, Association europeenne de sauvetage en mer (Sos Mediterranee), mentre Jugend Rettet non ha firmato. “Abbiamo deciso di non firmare questo codice. Noi possiamo firmare soltanto nel caso in cui le nuove norme rendessero piu’ efficiente il nostro lavoro e aumentassero la sicurezza dei nostri volontari”, ha detto il rappresentante di Jugend Rettet, Titus Molkenbur, lasciando il Viminale. Save the Children, invece, ha deciso di firmare il codice per le Ong impegnate nel salvataggio dei migranti in mare “perche’ gran parte delle cose che prevede noi gia’ le facciamo”, ha detto il direttore generale Valerio Neri. “L’unico punto che per noi rappresentava una criticita’ – ha spiegato Neri – era quello che introduce il divieto di trasbordare i migranti da una nave a un’altra ma questo si e’ risolto con il ruolo che svolgera’ la guardia costiera. Mi spiace che altre Ong non abbiano deciso di sottoscrivere questo codice”. Il Codice di condotta e’ articolato in 13 punti: la versione definitiva e’ stata approntata venerdi’ dal Viminale. Rispetto a quella iniziale sono state introdotte alcune aperture formali in tema di trasbordo dei migranti e di autorita’ di polizia a bordo. In particolare, nel nuovo testo l’impegno al punto 10 a ricevere ufficiali di polizia giudiziaria e’ previsto solo “per il periodo strettamente necessario” (non c’e’ alcun cenno alla disponibilita’ delle armi, come del resto nella versione originaria) mentre il trasbordo di migranti su altre navi – punto 7 – e’ possibile “nei casi richiesti dall’MRCC competente” e “sotto il suo coordinamento”.