Nel gergo ormai comune è chiamata “to do list”, ma noi la chiameremo all’italiana: “la lista delle cose da fare“.
Nelle nostre giornate ormai ricche di impegni, tra lavoro e vita privata, molto spesso ci si trova sopraffatti da quanto abbiamo fatto e quanto, apparentemente, non siamo riusciti a fare. Guardare la propria lista e pensare “ancora non ho finito?” è una condizione comune, che spesso può portare anche a sentirsi stressati, scontenti, stanchi e arresi. E la nostra mente non ci aiuta: è infatti probabile che tenderemo a ricordare con più vividezza quello che non siamo riusciti a fare rispetto a quanto abbiamo fatto!
Ci viene in soccorso Josh Spector che di mestiere aiuta gli imprenditori creativi a crescere nel loro business, ma anche a essere più produttivi. In uno dei suoi articoli ha parlato della “An Enough List“, che noi tradurremo come “la lista sufficiente“. Di cosa parliamo? Di una versione “mini” della nostra “lista di cose da fare”. Il concetto è questo: un elenco completo include tutto quello che dobbiamo fare, mentre un elenco “abbastanza” include solo le attività minime necessarie da svolgere in un giorno per sentirsi produttivi.
Questo documento serve per guidare il ritmo della giornata e per funzionare deve essere realizzabile, mirato e motivante rispetto a una tipica lista che il più delle volte appare quasi irrealistica.
SEI MODI PER OTTIMIZZARE LA MINI LISTA
L’autore ci fornisce sei suggerimenti per ottenere il massimo dall’utilizzo di una “lista sufficiente”.
1 – Non esagerare, vai al sodo
Il primo obiettivo della “lista sufficiente” è che ci siano meno elementi possibili.
Dobbiamo elencare il numero minimo di attività da svolgere per far si che la giornata si possa dichiarare un successo!
2 – Le giuste priorità
Partendo dal punto uno, un vantaggio della mini lista è che ci costringe a scegliere e a comprendere quali siano le priorità giornaliere, permettendoci di impiegare il nostro tempo per attività di un certo rilievo. Attenzione però a non imbrogliare, evitando di inserire le cose importanti (e magari faticose).
3 – Fai le cose giuste
Anche nella mini lista c’è qualcosa che potrebbe rimanere in sospeso. Non fa niente: dobbiamo prima svolgere quello che ci siamo prefissati e portare a termine i compiti. Solo una volta che abbiamo completato un’attività possiamo passare a quella successiva. Lasciare varie voci a metà, non è consigliato.
4 – Non essere generico
I punti della lista devono essere specifici e misurabili. L’autore fa un esempio relativo alla scrittura di un libro: scrivere “lavora sul libro” non è abbastanza specifico, perché non è possibile misurare con chiarezza il completamento dell’obiettivo. Bisognerebbe optare per: “scrivi almeno 10 pagine di bozza” oppure “struttura il capitolo 8” e cosi via.
5 – Anche una sola cosa da fare, va bene
Collegandoci al punto numero due, dunque dando le giuste priorità, possiamo dire che va bene anche inserire un solo punto nella mini lista. Quel compito, ovviamente, deve essere sufficiente per farci sentire che la giornata è stata portata a termine con successo. L’obiettivo è rendere la lista più breve possibile, ma con la caratteristica di avere all’interno obiettivi che ti fanno sentire soddisfatto a fine giornata (la lista non dovrebbe contenere più di 5 compiti al giorno).
6 – Se ce la fai, non fermarti
Una volta completata la lista del giorno…non fermarti! Attenzione: fermarsi va bene, anzi in certi casi è giusto. Ma quando abbiamo finito prendiamoci un attimo per noi, rendiamoci conto di quello che abbiamo fatto e decidiamo come andare avanti, se abbiamo fatto abbastanza per i nostri standard e per sentirci bene con noi stessi. Se scegliessimo di andare avanti dobbiamo solo ricordare che tutto ciò che andremo a fare sarà solo la ciliegina sulla torta di una giornata che abbiamo già portato a termine con successo.
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Foto copertina: di Cathryn Lavery by Unsplash