CONSIP: L’AD MARRONI, PRESSIONI DA TIZIANO RENZI E VERDINI. VERBALI SULL’ESPRESSO. IL M5S ALL’ATTACCO , ‘GRAVISSIMO SE L’EX PREMIER HA TACIUTO’
‘Carlo Russo mi ha chiesto di intervenire sui commissari di gara per conto del babbo di Matteo e del parlamentare di Ala. Mi dissero che loro erano arbitri del mio destino professionale’. L’Espresso pubblica i verbali con le rivelazioni dell’ad di Consip Luigi Marroni, ascoltato come testimone dai pm di Napoli in dicembre. Il racconto, spiega il settimanale, e’ ancora da verificare. Nell’interrogatorio, il manager racconta di un vero ‘ricatto’ subito da un sodale di Tiziano Renzi, l’imprenditore Carlo Russo, con pressanti ‘richieste di intervento’ sulle Commissioni di gara per favorire una specifica societa’, di incontri riservati con il papa’ di Renzi a Firenze e di ‘aspettative ben precise’ da parte di ‘Denis Verdini e Tiziano Renzi’ sull’assegnazione di gare Consip per centinaia di milioni’.
“Non ho mai chiesto soldi. Non li ho mai presi. Mai. E credo che i magistrati abbiano tutti gli strumenti per verificarlo”. Lo afferma in una nota Tiziano Renzi, commentando l’ inchiesta Consip che lo vede coinvolto. “Voglio essere interrogato, voglio che verifichino tutto di me, non ho nulla da nascondere. Nulla”. E precisa di non aver mai fatto ‘cene segrete in bettole’. Nell’ ambito dell’ inchiesta e’ stato arrestato per corruzione l’ imprenditore Romeo. Il M5S attacca intanto l’ex premier: se ha taciuto sull’inchiesta, sarebbe un fatto gravissimo, dicono.
“Non ho mai fatto cene segrete in bettole in vita mia, come scrive qualcuno. Conosco effettivamente Carlo Russo, del cui figlio sono padrino di battesimo, ma leggo cose sui giornali di cui non so assolutamente nulla”. Lo afferma in una nota Tiziano Renzi, commentando quanto affermato oggi da Alfredo Mazzei, commercialista amico di Romeo, in un’intervista a Repubblica. Nell’articolo si fa riferimento ad un “incontro segreto” tra Tiziano Renzi, Romeo e Russo “in una trattoria senza pretese con ingresso riservato”.
“Mi sembra di vivere un incubo. Non ho mai chiesto soldi. Non li ho mai presi. Mai. E credo che i magistrati abbiano tutti gli strumenti per verificarlo. Non vedo l’ora che venga fuori la verita’: voglio essere interrogato, voglio che verifichino tutto di me, non ho nulla da nascondere. Nulla. Non ho mai fatto cene segrete in bettole in vita mia, come scrive qualcuno. Conosco effettivamente Carlo Russo, del cui figlio sono padrino di battesimo, ma leggo cose sui giornali di cui non so assolutamente nulla. Sono stato indagato due anni fa per la prima volta in vita mia e mi hanno assolto ma la notizia e’ stata riportata in qualche trafiletto. Spero solo che il giorno in cui tutto questo finira’ ci sara’ lo stesso spazio sui giornali che c’e’ oggi. Vivo perche’ i miei nipoti sappiano che io sono quello che hanno sempre conosciuto e non cio’ che i giornali scrivono oggi”, sottolinea.
“Lo scandalo Consip è una bomba atomica sulla politica italiana, fare finta di niente è inutile”. E’ quanto si legge in un post sul blog di Beppe Grillo nel quale si elencano i finanziamenti che Alfredo Romeo, secondo il M5S, avrebbe elargito ai partiti. “Il primo motivo sono i soldi – si legge nel post -: Romeo, arrestato ieri, ha finanziato destra e sinistra a colpi di migliaia di euro. Il secondo motivo è il livello a cui è arrivata, secondo i Pm, la corruzione per permettere a Romeo di arrivare al mega appalto miliardario: il livello politico più alto”. “Quando la bomba atomica Consip esploderà sui partiti, non ci sarà riparo per nessuno. Oggi più che mai c’è bisogno di onestà nelle istituzioni – si conclude -. Non è accettabile che il più alto livello della politica sia corrotto mentre la povertà dilaga, la disoccupazione aumenta e le imprese chiudono. E’ un delitto imperdonabile contro il popolo italiano. Tangentopoli è iniziata 25 anni fa, ma a quanto pare non è ancora finita”.
“Renzi, come avrebbe affermato davanti ai magistrati napoletani l’amico Filippo Vannoni, renziano di ferro, era a conoscenza dell’inchiesta Consip. Ma Renzi continua a tacere su questo punto. Dato che Vannoni, presidente di Publiacqua, societa’ partecipata del comune di Firenze, e’ rimasto al suo posto, non e’ stato querelato dall’ex segretario del Pd, e non e’ stato smentito da nessuno, possiamo ritenere che le sue affermazioni siano veritiere. Se Renzi sapeva dell’inchiesta, come avrebbe messo a verbale Vannoni, e non ha detto nulla, si pone un problema politico gravissimo, al di la’ degli aspetti giudiziari. Renzi era presidente del Consiglio, la massima carica istituzionale dell’esecutivo, e sarebbe dovuto correre dai magistrati. Perche’ non ha fatto nulla? Ha cercato di proteggere il padre e il fedelissimo Lotti?”. E’ quanto affermano in una nota i deputati M5S della commissione Affari costituzionali.
Botta e risposta tra Pd e M5s sul caso Consip. “E’ inaccettabile il silenzio di Pd e governo su una vicenda che li riguarda direttamente, visto che riguarda un ministro, Lotti, il padre dell’ex premier e un imprenditore, arrestato per corruzione, che ha finanziato la Fondazione di Renzi”, dice il deputato M5s Danilo Toninelli. Parole alle quali replica a stretto giro Davide Ermini: “Dai 5 stelle dell’arresto di Marra a Roma, passando per l’indagata Muraro e le polizze di Romeo alle firme false di Palermo, noi non prendiamo lezioni”. “Confidiamo come sempre nella magistratura che sapra’ fare piena luce presto e bene”, aggiunge il deputato Pd.
IL PUNTO – L’appuntamento e’ per oggi, nelle prime ore del pomeriggio, a piazzale Clodio. Tiziano Renzi, padre dell’ex premier Matteo, uno dei personaggi chiave dell’inchiesta Consip, dovra’ rispondere alle domande del procuratore aggiunto Paolo Ielo e del sostituto Mario Palazzi sul suo, presunto, ruolo dietro il giro di pressioni esercitato presso la centrale acquisti della pubblica amministrazione per favorire l’imprenditore napoletano Alfredo Romeo. Assistito dal proprio avvocato, Renzi sara’ interrogato in qualita’ di indagato per traffico di influenze illecite. Si tratta di un reato che punisce forme di remunerazione di illecite attivita’ di mediazione. Nel caso di Tiziano Renzi (cosi’ come per il suo amico imprenditore Carlo Russo) l’ipotesi di accusa fa riferimento alla promessa di somme di danaro – una sorta di stipendio mensile, di cui secondo l’accusa vi sarebbe traccia in un ‘pizzino’ recuperato dai carabinieri in discarica – che Romeo avrebbe assicurato in cambio del sostegno, attraverso lo sfruttamento delle relazioni esistenti tra il padre dell’ex segretario Pd e Luigi Marroni, ad di Consip, per l’assegnazione di appalti. Ipotesi che Renzi senior respinge con determinazione: “Non ho mai chiesto soldi – ha dichiarato – non li ho mai presi. Mai. E credo che i magistrati abbiano tutti gli strumenti per verificarlo. Non vedo l’ora che venga fuori la verita’: voglio essere interrogato, voglio che verifichino tutto di me, non ho nulla da nascondere. Nulla. Mi sembra di vivere un incubo”.
Ma a pesare sulla posizione dell’indagato ci sono non solo alcune intercettazioni, ma anche le dichiarazioni di Marroni che, interrogato dai pm napoletani, come riportato dall’ Espresso, avrebbe sostanzialmente parlato di pressioni ricevute da Carlo Russo per intervenire sui commissari di gara per conto del “babbo di Matteo” e del parlamentare di Ala Denis Verdini. “Carlo Russo – ha messo a verbale Marroni – mi ha chiesto di intervenire sui commissari di gara per conto del babbo di Matteo e del parlamentare di Ala. Mi dissero che loro erano ‘arbitri’ del mio destino professionale”. La gara in questione era quella dell’appalto Fm4 (facility management) da 2,7 miliardi bandito da Consip e Romeo puntava all’assegnazione di uno dei lotti piu’ prestigiosi, quello della manutenzione del palazzi istituzionali. Marroni e’ stato sentito come persona informata sui fatti e, secondo il settimanale, nel corso dell’interrogatorio l’Ad “racconta di un vero e proprio ‘ricatto’ subito” da Russo. “Riferisce di pressanti ‘richieste di intervento’ sulle Commissioni di gara per favorire una specifica societa’; di ‘incontri’ riservati con il papa’ di Renzi a Firenze; e di ‘aspettative ben precise’ da parte di ‘Denis Verdini e Tiziano Renzi'” sull’assegnazione di gare Consip per centinaia di centinaia di milioni”.
Il settimanale scrive ancora che Marroni ha rivelato come a marzo del 2016 il padre del premier “in persona” gli chiese “un incontro riservato, effettivamente avvenuto – a suo dire – in piazza Santo Spirito a Firenze” per “accontentare” le richieste di Russo. Tra gli altri argomenti che gli inquirenti potrebbero approfondire domani con Tiziano Renzi, anche quanto riferito dal commercialista napoletano Alfredo Mazzei, esponente del Pd locale ed amico di Romeo, che ha parlato di un incontro riservato tra Renzi, lo stesso Romeo e Russo in una sorta di “bettola”, una trattoria senza pretese. Anche questa circostanza ha provocato la reazione di Tiziano Renzi: “Non ho mai fatto cene segrete in bettole in vita mia, come scrive qualcuno. Conosco effettivamente Carlo Russo, del cui figlio sono padrino di battesimo, ma leggo cose sui giornali di cui non so assolutamente nulla”. Intanto il gip Gaspare Sturzo ha fissato per lunedi’ 6 marzo l’interrogatorio di garanzia di Romeo, da ieri nel carcere di Regina Coeli con l’accusa di corruzione. “Al momento non abbiamo ancora deciso se Romeo si avvarra’ o meno della facolta’ di non rispondere – spiegano i suoi difensori – oggi ci rincontreremo e decideremo che strategia difensiva adottare in questa fase. Comunque e’ combattivo, lucido e studia le carte”.