Consultazioni in corso al Quirinale nella giornata che dovrebbe essere decisiva per la crisi di governo. Gentiloni sembrerebbe essere in pole position per la poltrona di presidente del Consiglio con l’ok di Renzi. Sinistra italiana al Colle mette subito il veto: ‘Discontinuita’, non solo rispetto a Renzi ma anche riguardo a chi per lui puo’ dare lo stesso tipo di impronta e continuita”. Poi e’ stata la volta di Ala, che per bocca di Verdini si dice disponibile sia a un Renzi-bis, che a un esecutivo di altro tipo purche’ si esca dall’impasse. Il premier intanto ha incontrato a Palazzo Chigi, oltre al ministro dell’economia, anche Franceschini, Boschi, Calenda e Martina. Questa sera salira’ da Mattarella la delegazione del Pd.
“Abbiamo ribadito” che “siamo a favore di una comune responsabilita’ di tutte le forze volenterose che le porti a partecipare ad un governo”, Forza Italia e non solo. “Qualora cio’ non dovesse accadere e ci fosse un diniego da parte dei potenziali partecipanti a questo governo, avremmo tanto di favorevole ad una prosecuzione dell’incarico alla guida del governo del presidente Matteo Renzi, nelle forme che il Presidente della Repubblica dovesse ritenere idonee per la prosecuzione del mandato”. Lo ha affermato Angelino Alfano, al termine del colloquio che la delegazione di Ncd-centristi per l’Italia ha avuto al Quirinale con il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Quanto alle prospettive di un nuovo esecutivo, “credo -ha detto ancora Alfano- che il governo della Repubblica sia il governo della Repubblica, gli aggettivi diventano giornalistici. Siamo perché nasca un governo vero, perché il governo della sesta potenza industriale del mondo non è un yogurt che nasce con la data di scadenza”. E sull’ipotesi di elezioni a febbraio, “sono intervenuti fatti nuovi, a cominciare dalla calendarizzazione della sentenza della Corte costituzionale. Mi pare -ha spiegato Alfano- un tema superato dagli eventi”.
Quanto ad un eventuale incarico a ministri dell’attuale governo, “in questo palazzo tutto potrei fare -ha sottolineato Alfano- tranne che mancare di rispetto al Presidente della Reubblica. Sono scelte che fara’ il Presidente della Repubblica, noi siamo per chiudere presto”. Il leader del Nuovo centrodestra ha poi indicato “il disagio sociale, la poverta’, la legge elettorale, la vicenda banche, che è la vicenda dei risparmio e dei conti correnti d tanti italiani”, come le “emergenze” che dovra’ affrontare il nuovo esecutivo.