Gentiloni in pole position per la poltrona di presidente del Consiglio, luce verde di Renzi. Che intanto lavora per riannodare i fili nel partito e arrivare a un governo di scopo per cambiare la legge elettorale e permettere che si vada al voto con un sistema omogeneo. Un esecutivo che il premier non sembra intenzionato a guidare anche se la prima ipotesi del Quirinale riguarda proprio il reincarico.
Ultima giornata di consultazioni al Colle. Stasera scatterà il timeout e il Presidente della Repubblica avrà in mano tutti gli elementi per risolvere la crisi di governo deflagrata con la vittoria dei no al referendum sulla riforma costituzionale. Mentre lo stop della Bce alla proroga per l’aumento di capitale del Mps agita il mondo finanziario con riflessi anche sulla partita politica, sale l’ipotesi di un mandato a tempo per l’attuale ministro degli Esteri Paolo GentiloniI. Sempre che il premier dimissionario, Matteo Renzi, continui ad autoescludersi.
Sara’ Paolo Gentiloni il premier ‘traghettatore’ fino alle elezioni, che dovrebbero essere previste per giugno prossimo (il 4 o l’11). Matteo Renzi pare che abbia notificato la nomina sia al ministro degli Esteri che a Dario Franceschini. Ma presumibilmente l’attuale ministro dei Beni culturali preferira’ correre per la presidenza dopo il periodo di interregno sapendo di poter contare su molti franceschiniani doc, da Ettore Rosato (capogruppo Pd alla Camera) a Luigi Zanda (omologo al Senato). Fino allo stesso presidente della Repubblica. Ma la vera partita per il candidato premier si giochera’ al congresso Pd previsto per il prossimo 17 marzo. E nel corso del quale, come ha detto lo stesso Renzi, si prevede un “duro passaggio”.
Non avra’ vita facile il governo che si sta per insediare: si parla gia’ di una possibile manovra correttiva per risistemare le casse dello Stato, mai state cosi’ vuote. L’Italia infatti registra il record storico sia per quanto riguarda l’indebitamento passivo verso l’Unione europea che per quanto riguarda il livello di poverta’ interno al Paese. Secondo i dati mensili sugli aggregati di bilancio di Bankitalia infatti a fine novembre il debito Target2 italiano, che registra le passivita’ del Paese sul sistema di pagamento dell’Eurosistema, ha toccato quota 358,612 miliardi di euro dal precedente record di 355,459 miliardi registrato a ottobre. Al contempo secondo gli ultimi dati Istat piu’ di un italiano su quattro e’ a rischio poverta’ (il 28,7%). Segnando un altro record storico. E infine, secondo gli ultimi dati Istat il 5 per cento degli italiani e’ in ritardo con il pagamento dei mutui, che non e’ cosa da poco con le novita’ introdotte dalla legge sulle banche che prevede l’esproprio da parte delle banche dopo alcune rate insolute. A tutto questo si aggiunge il fatto che i suicidi per motivazioni economiche sono cresciuti nel 2016 del 20 per cento.