Le relazioni commerciali tra l’Unione Europea e gli Stati Uniti si trovano a un bivio cruciale, con la moratoria sui dazi in scadenza il 9 luglio. Il nodo centrale, secondo un’analisi di Goldman Sachs intitolata “Eu-What’s the Deal With the Deal? Eu-Us Trade Scenarios”, risiede nella diversa interpretazione dei dazi esistenti. Washington li considera un punto di partenza per ulteriori concessioni europee, mentre Bruxelles li vede come un tetto massimo da ridurre per scongiurare ritorsioni.
L’amministrazione statunitense ha già imposto dazi che hanno aumentato il livello effettivo delle tariffe sull’UE di 8 punti percentuali. In uno scenario di base, l’introduzione di nuovi dazi settoriali su beni critici potrebbe portare questo aumento a un totale del 15%, con rischi al rialzo, come suggerito dalle recenti dichiarazioni del Presidente USA Donald Trump.
Nonostante le tensioni, Goldman Sachs rileva che esiste ancora un margine per raggiungere un accordo prima della scadenza della moratoria. Gli Stati Uniti hanno avanzato tre richieste principali all’UE:
- Riduzione delle barriere tariffarie e non tariffarie per le imprese statunitensi.
- Un chiarimento sull’approccio regolatorio del blocco europeo in materia di servizi digitali.
- Migliore accesso al mercato per i prodotti farmaceutici.
L’UE ha risposto con due proposte concrete:
- Una riduzione generalizzata dei dazi (“tariffe zero per zero” sui beni industriali).
- Un incremento degli acquisti di beni statunitensi per ridurre il disavanzo commerciale bilaterale.
I Tre Scenari Possibili di Goldman Sachs
Goldman Sachs ha delineato tre scenari per il futuro delle relazioni commerciali:
- Scenario Base: Proroga dello Status Quo con Nuovi Dazi Settoriali. La moratoria viene estesa, con piccole concessioni reciproche. Successivamente, gli Stati Uniti introdurrebbero nuovi dazi settoriali su beni critici, a cui l’UE reagirebbe in modo moderato e dilazionato per evitare un’escalation. Tuttavia, la banca d’affari considera questo equilibrio “instabile”.
- Scenario Positivo (sul modello dell’accordo UK-USA): Riduzione dei Dazi e Maggiore Accesso al Mercato UE. Gli USA concederebbero esenzioni sui dazi esistenti e futuri dazi settoriali. L’UE, in cambio, garantirebbe un miglior accesso al proprio mercato per beni e servizi e aumenterebbe gli acquisti di beni statunitensi di circa 100 miliardi di euro. Questo scenario, tuttavia, è considerato improbabile nel breve termine.
- Scenario di Mancato Accordo: Escalation Rischiosa. Gli Stati Uniti imporrebbero dazi reciproci del 20%, a cui l’UE risponderebbe con misure ritorsive più incisive. Questo scenario porterebbe a un rischio elevato di un’escalation rapida e disordinata.
Impatto Economico Sull’Area Euro
Indipendentemente dallo scenario, Goldman Sachs avverte che l’introduzione di nuovi dazi statunitensi avrebbe un impatto significativo sull’attività economica dell’area euro. La banca stima una contrazione del PIL entro il 2026:
- -0,7% nello scenario base.
- -0,4% nello scenario positivo (UK-like).
- -1% nello scenario di rottura (mancato accordo).
L’impatto sull’inflazione dovrebbe essere moderato in tutti gli scenari, mitigato dall’eccesso di offerta globale e da fattori compensativi interni legati all’indebolimento della crescita e alle misure di ritorsione. L’incertezza rimane elevata, e le prospettive economiche per l’area euro dipenderanno fortemente dalla crescita globale, dalle condizioni finanziarie e dall’evoluzione dei mercati valutari ed energetici.
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