Il viceministro all’Interno Filippo Bubbico ha rassegnato le sue dimissioni dall’incarico di governo, in coerenza con le posizioni espresse dal suo partito, Mdp, sul Def. A quanto si apprende da fonti Mdp, Bubbico ha comunicato la sua decisione al presidente Gentiloni e al ministro Minniti.
Filippo Bubbico si dimette da vice-ministro agli Interni, dopo che il gruppo di Mdp a cui appartiene ha annunciato la decisione di non votare la relazione sulla nota di aggiornamento al Def. Bubbico, secondo quanto viene riferito, ha comunicato la propria decisione con una lettera al presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni.
“Le idee valgono molto più delle poltrone. Un carissimo abbraccio a Filippo Bubbico #MDP”. È quanto scrive su Twitter il coordinatore di Mdp, Roberto Speranza.
Ti ricordi, Filippo Bubbico? Tu presidente in Basilicata, io in Emilia Romagna. Sempre e per sempre, dalla stessa parte?. Lo scrive su Twitter Pier Luigi Bersani.
E’ un vero e proprio strappo quello che Mdp sancira’ domani nei confronti del governo. Il gruppo al Senato dira’ si’ – non facendo abbassare l’asticella dei 161 voti richiesta – alla relazione con la quale il governo, in base al nuovo articolo 81 della Costituzione, chiedera’ al governo l’autorizzazione allo scostamento di medio termine dal deficit. Ma la decisione piu’ dirompente e’ quella di non partecipare alla nota di aggiornamento al Def. Una linea conseguente a quanto Speranza ha spiegato questa mattina a deputati e senatori di Mdp: “Politicamente non mi sento piu’ parte di questa maggioranza”. Campo progressista concorda sulla necessita’ di mantenere le distanze dalla nota di aggiornamento al Def ma a preoccupare – sottolinea un esponente vicino a Pisapia – sono i toni che gli ex dem hanno deciso di utilizzare. “Le dimissioni di Bubbico non sono certo un segnale positivo”, e’ l’osservazione. Pisapia non intende smarcarsi dal dialogo con l’esecutivo: “Confido – dice – che arrivino risposte in quella che sara’ la discussione e il confronto sulla Legge di bilancio”. I temi posti dall’ex sindaco di Milano e da Mdp sono legati al diritto alla salute e allo studio, alla necessita’ di garantire piu’ tutele ai lavoratori e di rilanciare gli investimenti. “Prendo atto che il Ministro Padoan ha dichiarato che e’ stato avviato un percorso per inserire nella legge di bilancio investimenti per contrastare la poverta’”, ha sottolineato l’avvocato milanese che ha preferito quindi non assecondare il mal di pancia manifestato dall’ala moderata di Campo progressista. “Pisapia non va tirato per la giacchetta”, dice uno dei suoi fedelissimi, Ciccio Ferrara. “Fara’ – aggiunge – le sue valutazioni e dira’ la sua opinione quando lo riterra’ opportuno, cosi’ come i gruppi parlamentari, in assoluta autonomia assumeranno una posizione in base alle risposte che riceveremo dal governo”. La strada scelta da Pisapia non e’ quella delle ‘mani libere’ “ma le nostre richieste al governo – ribadiscono da Campo progressista – restano sul tavolo”. Nel frattempo il governo ha incassato la rassicurazione dei 161 voti ma teme per l’iter della manovra. I vertici Pd interpretano l’atteggiamento di Mdp come una forzatura (“Vogliono l’aumento all’Iva”, dicono in coro Marcucci e Richetti) legata alla legge elettorale. Il sospetto tra i dem e’ che Mdp miri a fare cadere il governo prima del varo del ‘Rosatellum’ bis.