Aumentare gli investimenti in sanità e “rivedere gradualmente” i superticket nella legge di bilancio 2018-2020. E’ quanto si chiede nella risoluzione pesentata dalla maggioranza in Senato sulla nota di aggiornamento al Def. Nella risoluzione si chiede di “incrementare nel tempo le risorse di conto capitale destinate ad investimenti nel settore della sanità” e di “rivedere gradualmente il meccanismo del cosiddetto super ticket al fine di contenere i costi per gli assistiti che si rivolgono al sistema pubblico”.
“Molti hanno citato il sistema sanitario, e’ sicuramente un ambito nel quale valutare misure di miglioramento ed efficientamento”. Lo dice il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, intervenendo nell’aula del Senato in sede di replica alla discussione sul Def. Il ministro si riferisce alle richieste di Mdp sull’abolizione del super ticket.
In precedenza Roberto Speranza, coordinatore di MdP, intervenuto nella trasmissione 24Mattino su Radio 24, aveva spiegato i motivi della decisione presa ieri da Articolo 1-MdP di votare no alla relazione su Def. “Abbiamo fatto richieste molto chiare al governo, prima di tutto riguardo la sanita’: siamo in un paese in cui 12 milioni di italiani non si curano come dovrebbero, c’e’ bisogno di mettere un po’ di risorse sulla sanita’, invece in questo Def la percentuale per la spesa per la sanita’ pubblica sul Pil continua a diminuire- ha spiegato Speranza- Per cui noi chiediamo l’abolizione del super TICKET e chiediamo di rimettere risorse fresche su questo capitolo che e’ fondamentale”. Speranza ha poi elencato le altre richieste di MdP riguardanti “soldi per il diritto allo studio, un impegno sulla questione del lavoro in particolare contro la precarieta’ dei giovani, come superare gli stage a 300 euro che stanno ammazzando un’intera generazione”. Ma su questo, ha commentato “il governo non ha dato risposte. Quindi oggi noi voteremo si’ allo scostamento di bilancio, un voto importante perche’ serve a non far aumentare l’iva, perche’ l’aumento dell’iva sarebbe un colpo per l’economia italiana e sarebbe pagata soprattutto dai ceti sociali piu’ deboli. Pero’ non voteremo sul Def perche’ non ci sono le risposte che aspettiamo. La ragione e’ tutta di merito. Se il governo decide di cambiare rotta, di rimettere al centro la questione sanita’, lavoro e diritto allo studio noi siamo pronti sempre a dialogare”.