Pare cadere di nuovo nel vuoto l’appello di Beppe Grillo a ”restare uniti” nel Movimento 5 Stelle. Quello che sembra sempre di piu’ il candidato premier in ‘pectore’ Luigi Di Maio finisce nel mirino sia per il suo attivismo sia per i 100.000 euro di spese negli ultimi 3 anni. Il vicepresidente della Camera si difende: si tratta di ”spese trasparenti”, mentre Roberto Fico smentisce di essere a capo di una fronda contro Di Maio. Intanto occhi puntati sul Tar del Lazio che forse gia’ oggi dovrebbe pronunciarsi sul ricorso di 5 Stelle e SI per contestare la formulazione del quesito referendario.
Luigi Di Maio smentisce frizioni all’interno del movimento ed esclude l’esistenza di una fronda di una settantina di deputati capeggiati da Roberto Fico. ‘Ha gia’ smentito l’interessato’, ha detto Di Maio in conferenza stampa. Poi torna sul Referendum: ‘Questa riforma e’ un paravento che serve a Renzi per nascondere i mali endemici della politica italiana’, e ancora, ‘usa la manovra e 13 miliardi di deficit per farsi propaganda’.
“No”, dentro il Movimento 5 Stelle non vi è alcuna guerra per la leadership. A smentire nuove ricostruzioni stampa è il vicepresidente della Camera, Luigi Di Maio, nel corso Di una conferenza stampa sul referendum costituzionale. “Il diretto interessato ha già smentito”, aggiunge Di Maio, riferendosi al collega Roberto Fico, che poco prima aveva scritto su Facebook: “Oggi sulla ‘Stampa’ ancora una volta e per l’ennesima volta durante questi anni ci sono ricostruzioni fantascientifiche addirittura con i miei virgolettati”, “nel Movimento Cinque stelle non ci saranno mai correnti interne”.
“In questi giorni sul blog si sta votando per modificare il non statuto del Movimento 5 Stelle, serve a rafforzare i nostri principi ma soprattutto a proteggerci dai furbi. Partecipate alla votazione: io l’ho gia’ fatto, l’abbiamo fatto gia’ in tanti, proteggiamo il Movimento 5 Stelle”. Nuovo appello sul blog Di Grillo, per il voto del regolamento e del non Statuto del Movimento 5 Stelle, da parte di Luigi Di Maio. “Siamo la prima forza politica del paese non perche’ siamo superiori, semplicemente perche’ abbiamo deciso di darci delle regole e Di rispettarle. Siamo l’unica forza politica di questo paese – sostiene il deputato M5S e memebro del Direttorio – che da’ un limite di mandato ai propri eletti, massimo due mandati e poi torni alla tua vita; siamo l’unica forza politica di questo paese che impone a consiglieri regionali e a parlamentari di tagliarsi il proprio stipendio e di dedicarlo a dei cittadini che sono in difficolta’ in questo momento; siamo l’unica forza politica che prevede una candidatura nel proprio territorio, non e’ che ti vai a candidare nel collegio piu’ sicuro, oppure che chiede ai propri candidati di avere la fedina penale pulita”. “Queste regole sono la garanzia per i cittadini italiani della genuinita’ del Movimento 5 Stelle. Chi non rispetta questi principi si esclude dal Movimento 5 Stelle”, conclude Di Maio.
Le ragioni del diniego a 5Stelle stanno comunque tutte nelle parole di Di Maio: “Questa è una truffa, ci stanno fregando: diciamo no per un altra idea di paese. Questa riforma, che è spacciata come il provvedimento che deve cambiare la qualità della classe politica, in realtà è il paravento dietro cui la classe politica sta nascondendo i propri mali endemici e li sta proteggendo”. E poi l’attacco a Matteo Renzi: “Questa riforma è stata fatta per l’ego sproporzionato del presidente del Consiglio” che vuole ottenere “più potere”. Il vicepresidente della Camera sull’esito del referendum non ha dubbi, “vinceranno i No” e in quel caso se Renzi dovesse non salire al Colle per dimettersi “saranno i cittadini a fargli mantenere la promessa” fatta. Altra certezza, in casa dei pentastellati: “Noi non aderiremo a governi di scopo e lo diremo a presidente della Repubblica” qualora dovesse cadere l’attuale governo. E ce n’è per tutti. Giorgio Napolitano “è il gran cerimoniere di questa ‘deforma’” e quando era capo dello Stato “ha tessuto con un filo rosso la trama” Di questo provvedimento, ha ricordato Giovanni Endrizzi. Lo stesso Crimi ha sottolineato come “questa riforma non serve al Paese” e “toglie il diritto Di voto agli elettori per poi dare l’immunità ai consiglieri comunali”. IodicoNo prevede anche un “tour mondiale” in 13 tappe che culmineranno a metà novembre con una tappa a Mosca.