Bruxelles chiede di vedere le carte della manovra ma nonostante sottolinei come i ”numeri” presentati dal governo siano ”diversi da quelli concordati” fa sapere di voler capire cosa ci sia ”dietro” le tabelle prima di chiedere chiarimenti. Spunta l’ipotesi di un piano per scoprire contanti nascosti, con un prelievo forfait al 35%. Sarebbero sanati gli aspetti fiscali ma non quelli penali. Il governo, dice Renzi, punta a lottare contro l’evasione ma dice anche basta a ”gufi e vampiri”.
La nuova legge di bilancio varata dal governo sabato e’ a Bruxelles. E dalla commissione gia’ filtrano alcuni dubbi sui numeri, anche se accompagnati dalla volonta’ di non creare tensioni con Roma. Il proposito e’ di studiare a fondo il Documento programmatico di bilancio, ovvero la griglia delle misure e dei numeri che compongono la manovra. Se i tecnici rileveranno forti scostamenti dagli obiettivi di consolidamento dei conti o dagli sforzi di correzione richiesti, l’esecutivo comunitario potra’ rimandarla indietro entro 15 giorni dalla presentazione.
“Il 2,3% non e’ l’1,8%”, ragionano a Bruxelles, indicando la necessita’ di un maggiore sforzo sul fronte della riduzione del rapporto tra deficit e Pil. L’1 novembre e’ il termine ultimo entro cui si sapra’ se la manovra messa a punto dall’esecutivo sara’ considerata o meno accettabile. Il giudizio definitivo e’ previsto al piu’ tardi entro il 30 novembre. La Commissione si impegna a esprimersi “il prima possibile e in ogni caso entro il 30 novembre” e da Bruxelles fanno sapere che seppure la squadra dei commissari volesse essere ‘flessibile’ nell’adozione dei pareri non potra’ spostare le scadenza. “E’ una Commissione politica, ma all’interno delle regole”. Precisazione non casuale. Il 4 dicembre in Italia si tiene il referendum sulla proposta di riforma costituzionale. Un parere rischia di poter incidere sulla campagna elettorale, in un senso o nell’altro. Attendere lo svolgimento del voto per dare un giudizio non e’ possibile, esprimersi l’ultimo giorno utile sarebbe un rischio perche’ troppo a ridosso del voto. Quello che e’ certo e’ che il 9 novembre lo stesso esecutivo comunitario pubblichera’ le previsioni economiche d’autunno. Occasione per fornire implicite indicazioni su come e dove intervenire. “Non e’ nell’interesse di nessuno far salire la tensione” su questi dossier, confessano a Bruxelles. L’obiettivo e’ l’intesa.
L’Italia si vedra’ comunque recapitare prossimamente un dossier sul debito pubblico. E’ un atto dovuto, visto che abbiamo il nostro e’ il secondo della Ue dopo quello ellenico. Ma il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda, sostiene che la manovra otterra’ il via libera: “Bruxelles ha dei meccanismi insondabili” ma “non penso” che Bruxelles la rimandera’ indietro. “Quello che penso fara’ – precisa Calenda – e’ di entrare nel dettaglio dei numeri, delle misure”.Per il ministro, la manovra e’ “solida, sia come saldi, sia come contenuti, che e’ una cosa ancora piu’ importante”. E poi, fa notare, “il deficit continua a scendere, per cui sarei molto sorpreso che Bruxelles la rimandasse indietro”. La manovra intanto infiamma il dibattito politico e sociale: criticata fortemente dalla segretaria generale della Cgil, Susanna Camusso, ottiene il giudizio positivo di quella della Cisl, Annamaria Furlan. Favorevole anche il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia: “Condividiamo l’idea che questa volta non si fa una politica industriale in cui vengono individuati dei settori, ma si entra in una logica di fattori di competitivita’ per le imprese”. Attaccano le opposizioni (per Forza Italia e’ una ‘televendita’, una legge da prima repubblica, con “deficit debito e marchette”) e contesta la minoranza Pd (secondo Gianni Cuperlo, non puo’ limitarsi a “qualche colpo di ritocco, ma deve dare una scossa al Paese”). Il presidente del Consiglio Matteo Renzi, interviene ancora da parte sua per difenderla, spiegando che c’e’ un disegno organico nella decisione di “finanziare l’economia reale, pompando denaro nel sistema economico”. “Non sono denari messi a casaccio”, afferma, ma per la missione strategica dell’Italia”. Entro il 20 ottobre il testo della manovra, approvata sabato in Consiglio dei Ministri ‘salvo intese’, arrivera’ in Parlamento. E solo allora sara’ noto l’articolato completo delle misure. Il 24 iniziera’ l’iter alla Camera e il giorno successivo la commissione Bilancio di Montecitorio iniziera’ l’esame del disegno di legge. Il 21 novembre dovra’ essere licenziata dalla Commissione per andare il giorno dopo all’esame dell’Aula, che approvera’ in prima lettura il 27 novembre; quindi passera’ al Senato.