Il premier Mario Draghi si e’ dimesso, il presidente della Repubblica Mattarella ne ha preso atto e ha convocato per il pomeriggio al Quirinale i presidenti delle Camere in base all’articolo 88 della Costituzione che regola lo scioglimento del Parlamento. Il governo resta in carica per il disbrigo degli affari correnti. La crisi di governo arriva al suo epilogo, all’indomani del mancato voto di fiducia di Lega, Fi e M5s. Draghi ha annunciato alla Camera l’intenzione di salire al Quirinale alla luce del voto del Senato. Il premier stato accolto in Aula dall’applauso dei deputati del centrosinistra. ‘Certe volte anche il cuore dei banchieri centrali viene usato, grazie per questo e per tutto il lavoro fatto in questo periodo insieme’, ha detto.
“Sono degli irresponsabili coloro che hanno scelto di anteporre l’interesse di parte all’interesse del Paese, in un momento cosi’ grave. I vertici sempre piu’ ristretti di Forza Italia si sono appiattiti sul peggior populismo sovranista, sacrificando un campione come Draghi, orgoglio italiano nel mondo, sull’altare del piu’ miope opportunismo elettorale”. E’ quanto afferma Renato Brunetta in uno dei passaggi nella nota nella quale afferma di lasciare Forza Italia.
“Non sono io che lascio, ma è Forza Italia, o meglio quel che ne è rimasto, che ha lasciato se stessa e ha rinnegato la sua storia. Non votando la fiducia a Mario Draghi, il mio partito ha deviato dai valori fondanti della sua cultura: l’europeismo, l’atlantismo, il liberalismo, l’economia sociale di mercato, l’equità. I cardini della storia gloriosa del Partito popolare europeo, a cui mi onoro di essere iscritto, integralmente recepiti nell’agenda Draghi e nel pragmatismo visionario del Pnrr”. Così Renato Brunetta, ministro per la Pubblica amministrazione. “Sono fiero di aver servito l’Italia da ministro di questo Governo- aggiunge.
“Mi batterò ora- prosegue Brunetta- perché la sua cultura, i suoi valori e le sue migliori energie liberali e moderate non vadano perduti e confluiscano in un’unione repubblicana, saldamente ancorata all’euroatlantismo. Perché dobbiamo contrastare la deriva di un sistema politico privo degli anticorpi per emanciparsi dal populismo e dall’estremismo, piegato a chi lavora per modificare gli equilibri geopolitici, anche indebolendo l’alleanza occidentale a sostegno dell’Ucraina. È una battaglia per il futuro che coincide con la difesa della mia storia, e di quella di Forza Italia”.
Si dimette anche il senatore Cangini, che ieri ha votato la fiducia al governo. ‘La scelta di Fi e Lega e’ incomprensibile, fa a pugni con l’elettorato di centrodestra’, afferma la ministra Gelmini che ha annunciato ieri la sua uscita dal partito azzurro.