La Bce si aspetta che la ripresa nella zona euro ‘continui a passo moderato e stabile, ma con meno slancio di quanto previsto a giugno’: lo ha detto il presidente Draghi spiegando che l’inflazione restera’ allo 0,2% quest’anno e salira’ all’1,2% nel 2017, ed invitando l’Ue ad andare ‘incontro alle aspettative dei cittadini’ concentrandosi sui ‘bisogni reali’. Sulla flessibilita’ dice che ‘ce n’e’ gia’ molta nelle regole esistenti’. L’esponente del Board della Bce Coeure’ loda l’Italia che ha fatto ‘passi fondamentali’ per sostenere la crescita’, ma chiede ‘ulteriori riforme strutturali’. Slitta a mercoledi’ il tavolo governo-sindacati sulle pensioni. Domani il Cdm per l’approvazione del Def, De Vincenti: ‘l’impostazione e’ consolidata’.
“Le recenti indicazioni dicono che l’economia della zona euro e’ resiliente all’incertezza politica e globale in particolare dopo il risultato del referendum britannico, nello stesso tempo il sostanziale indebolimento della domanda estera da giugno e’ atteso avere un impatto negativo sulla crescita delle esportazioni e questo, insieme ad altri fattori, continuera’ a porre dei rischi al ribasso alle prospettive di crescita nella zona euro”. Lo ha detto Mario Draghi alll’Europarlamento. Nelle regole Ue esistenti “c’è già molta flessibilità” e “i Paesi che non hanno spazio fiscale dovrebbero lavorare più sulla composizione del bilancio che sulla sua dimensione”.
“La ripresa nell’area dell’euro dovrebbe continuare ad un ritmo moderato e costante, ma con un po’ meno di slancio rispetto a quanto previsto nel mese di giugno”. Cosi’ il presidente della Bce, Mario Draghi, parlando in audizione al Parlamento europeo. “Sul versante positivo le informazioni disponibili mostrano che l’economia riesce a resistere alle incertezze globali e politiche, in particolare al referendum sulla Brexit. All’opposto, ci si attende che il sostanziale indebolimento delle prospettive della domanda internaizonale pesi sulla crescita delle esportazioni”, ha aggiunto. Secondo Draghi, inoltre, “rispetto alla situazione dei mercati finanziari nell’autunno del 2012, la situazione e’ notevolmente migliorata. La frammentazione finanziaria del mercato e’ diminuita in modo sostanziale e le condizioni di finanziamento delle imprese e delle famiglie sono migliorato notevolmente in tutta l’area dell’euro”. Comunque, ha avvertito il presidente della Bce, “la nostra unione economica e monetaria rimane vulnerabile finche’ non si completa il progetto d’integrazione che abbiamo iniziato. Abbiamo bisogno, in particolare, di completare l’unione bancaria e sviluppare un ambizioso mercato dei capitali dell’unione (CMU) per garantire la resilienza d’integrazione finanziaria nell’area dell’euro e sostenere gli investimenti transfrontalieri. Il Parlamento europeo ha svolto un ruolo chiave nella creazione della unione bancaria e ha un ruolo importante da svolgere per garantire rapidi progressi sui dossier legislativi che sono ora in discussione”.
Le istituzioni europee non possono “semplicemente aspettare tempi migliori: dobbiamo rinnovare i nostri sforzi per assicurare che l’Unione economica e monetaria offra protezione e prosperita’: la Bce fara’ la sua parte”, ha detto Mario Draghi. Citando un intervento dell'”amico e collega” scomparso, Carlo Azeglio Ciampi, Draghi ha ricordato che “l’impegno politico a sostegno della nostra moneta unica e’ stato fortemente ribadito durante la crisi”, ma ha sottolineato che “i diffusi sentimenti di insicurezza, compresa l’insicurezza economica, restano una preoccupazione importante”.