L’Italia sul fronte dell’immigrazione “e’ in prima linea e, nonostante difficolta’ oggettive, continua a fare tutto il possibile su questo fronte che la vede ancora troppo sola”. Lo ha detto il cardinal Bagnasco nella prolusione al Consiglio permanente della Cei. “Le comunita’ cristiane – prosegue il presidente della Conferenza episcopale italiana – cercano di allargare gli spazi dell’accoglienza e soprattutto del cuore, affinche’ si vada oltre l’emergenza verso percorsi di integrazione per quanti – mostrando consapevolezza e impegno – desiderano rimanere”.
“Oggi c’e’ bisogno di un di piu’ di Europa”, ha detto il cardinale aprendo il Consiglio permanente dei vescovi italiani. “E’ possibile pensare che nel vortice del mondo globalizzato, dove sono saltati molti schemi e parametri, sia possibile vivere allontanandosi gli uni dagli altri?”, si e’ chiesto spiegando poi che “cio’ non ha nulla da vedere con qualche forma di internazionalismo che crea confusione di popoli: essere popolo, infatti, significa avere una propria missione presso la comunita’ piu’ alta, in quanto si ha un patrimonio di storia e di cultura da offrire. Solo cosi’ l’Europa sara’ il luogo del superamento di ogni forma di sciovinismo, che mira a primeggiare e a imporsi ai singoli membri”. “I nazionalismi – ha poi spiegato Bagnasco – non si vincono ne’ con l’omologazione forzosa, che e’ una sottile espressione di violenza, ne’ con l’irenismo miope che e’ una forma sofisticata di deriva etica e di annullamento identitario. Nessuno pensi che si voglia riproporre una visione eurocentrica del mondo; se guardiamo la geografia del pianeta, ogni continente ha qualcosa da portare a tutti, qualcosa di peculiare, che oggi sta emergendo in modo piu’ chiaro e progressivo”. Per questo Bagnasco fa un esempio: “l’esodo di tanti disperati che bussano alle porte del continente”, nei confronti dei quali ha sottolineato aocnora, bisogna adottare “lo stile dell’accoglienza e dell’integrazione, che richiede generosita’ e intelligenza politica e sociale; e’ uno stile che coinvolge tutti, chi accoglie e chi e’ accolto”.