’Il popolo americano merita i fatti al completo, immediatamente’. ‘E’ imperativo che l’Fbi spieghi’. E’ la reazione di Hillary Clinton alla comunicazione del direttore dell’Fbi sulla riapertura di fatto dell’inchiesta relativa alle mail. La candidata democratica alla presidenza si dice ‘certa che le nuove mail non muteranno le conclusioni gia’ raggiunte dall’Fbi’ lo scorso luglio, quando l’agenzia federale aveva chiuso l’inchiesta sull’ emailgate escludendo responsabilita’ penali. Secondo fonti di stampa Hillary e Bill Clinton hanno da poco ristrutturato una proprieta’ immobiliare senza i permessi.
Hillary Clinton si è detta “certa” che la nuova indagine aperta dall’Fbi sulle sue email non cambierà le conclusioni raggiunte lo scorso luglio, quando la polizia federale decise di non procedere. “Sono certa che non cambieranno le conclusioni di luglio”, ha detto la candidata democratica in conferenza stampa in Iowa, invitando il direttore dell’Fbi James Comey a fornire maggiori informazioni riguardo alla lettera inviata al Congresso sulle nuove email legate alla candidata democratica quando era segretario di stato, che hanno portato alla riapertura dell’indagine. “Lo stesso direttore ha detto di non sapere se le email indicate nella lettera sono significative o no”, ha aggiunto. “Siamo a 11 giorni da quelle che potrebbero essere le elezioni più importanti del Paese – ha proseguito Clinton – gli americani meritano di conoscere subito tutti i fatti. Noi non conosciamo i fatti, ed è per questo che chiediamo all’Fbi di rilasciare tutte le informazioni in suo possesso”.
La grande stampa Usa, pur con sfumature diverse, è critica nei confronti del direttore dell’Fbi James Comey e della sua decisione di riaprire, a soli 11 giorni dall’election day, l’indagine sull’emailgate che vede coinvolta Hillary Clinton. Comey “avrà delle buone ragioni” che lo avranno spinto a decidere in questo senso, si legge in un editoriale del Washington Post firmato dall’editorial board del quotidiano, ma “il suo tempismo è comunque infelice perché potenzialmente può influenzare un processo democratico nel quale milioni di persone stanno già votando”. Per il Post, l’intera vicenda dell’emailgate è stata “ampiamente gonfiata” oltre la sua reale importanza e la precedente indagine dell’Fbi ha già dimostrato che l’uso di un server privato da parte dell’allora segretario di stato non ha provocato danni alla sicurezza nazionale. resta ora da valutare, scrive il Post, “quanti danni potrà fare alla candidatura della Clinton il riemergere all’ultimo minuto di una vicenda che fin dall’inizio non avrebbe dovuto generare così tanti sospetti e accuse”.
Più duro ancora è il New York Times, che definisce “criptica” la comunicazione con la quale Comey ha informato il Congresso del supplemento di indagine nei confronti della Clinton. “Di chi sono queste email? Di cosa parlano? Hanno un qualche collegamento con la stessa Clinton?, si domanda l’editorial board del Nyt, visto che la decisione di Comey è giunta dopo la scoperta di nuove email sospette trovate sui dispositivi dell’assistente della Clinton Huma Abedin e di suo marito, l’ex deputato Anthony Weiner, coinvolto negli ultimi anni in una serie di scandali sessuali. “Comey non lo dice -sottolinea il Nyt – e di fatto sembra non averne idea”. Eppure, “ha informato il Congresso che l’Fbi ‘non è ancora in grado di stabilire se questo materiale sia significativo’, né è in grado di prevedere quanto tempo ci vorrà per stabilirlo”. Bene hanno fatto, “in un raro momento di accordo bipartisan” le campagne di Hillary Clinton e di Donald Trump a chiedere che “Comey fornisca maggiori informazioni e che lo faccia in fretta”, conclude il Nyt.