La manovra arriva al Colle in una versione piu’ leggera rispetto alle prime bozze circolate. Il testo si ‘asciuga’ e ‘perde’ 18 articoli passando da 122 a 104. Si confermano comunque i ‘grandi’ capitoli: dall’anticipo delle pensioni agli interventi per migranti e terremoto. Arrivano anche nuovi dettagli: dalla gara per il Superenalotto alla lotteria degli scontrini. Dopo l’esame del Quirinale la manovra approdera’ alla Camera per essere assegnata alla commissione Bilancio.
La legge di Bilancio, dopo giorni di attesa, è stata inviata dall’esecutivo al Quirinale nella sua versione completa di 104 articoli. Ora la manovra sarà esaminata dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Dopo la sua firma per la trasmissione alle Camere, essa verrà vagliata prima a Montecitorio.
Arriva un fondo unico per garantire il “finanziamento degli investimenti e lo sviluppo infrastrutturale del Paese” con dotazione di 1,9 miliardi nel 2017 (3,15 nel 2018, 3,5 nel 2019 e 3 miliardi l’anno dal 2020 al 2032″. E’ quanto si legge nel testo della Manovra che l’ANSA e’ in grado di anticipare. I settori di spesa, in cui andra’ ripartito il fondo, vanno dalla viabilita’ al dissesto idrogeologico all’edilizia pubblica, scuole comprese, alla prevenzione del rischio sismico.
Nell’ultima versione della Manovra (bollinata dalla Ragioneria) si conferma il bonus mamme (800 euro ‘esentasse’) e il bonus di 1000 euro per pagare le rette dell’asilo. Confermato, nel testo definitivo della Manovra, il nuovo calo del canone Rai che dai 100 euro del 2016 passera’ a 90 euro nel 2017.
Piu’ soldi per gli statali, con due fondi: uno dedicato ai rinnovi dei contratti e alle forze di polizia, l’altro destinato al reclutamento di insegnanti. In tutto vengono stanziati 1,9 miliardi per il 2017 e 2,6 a decorrere dal 2018. Le cifre compaiono nell’ultima versione della manovra e sono riviste al rialzo rispetto a quelle inserite nelle prime bozze, dove il plafond per la scuola non era menzionato. C’e’ quindi uno stanziamento maxi, per il pubblico impiego nel complesso, che poi si sdoppia.