Il Consiglio dei Ministri vara misure urgenti per la continuità operativa di Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria. Stanziati 108 milioni per il ‘finanziamento ponte’ e 20 milioni per la Cassa Integrazione. A Taranto e Genova, i lavoratori in sciopero ritirano i blocchi stradali dopo l’annuncio di un tavolo di confronto a Roma.
Il Consiglio dei Ministri (CdM) ha approvato un decreto-legge d’urgenza per garantire la continuità operativa degli stabilimenti dell’Ex Ilva (ora Acciaierie d’Italia – ADI) posta in amministrazione straordinaria. Il provvedimento, proposto dalla Presidente Giorgia Meloni e dai Ministri Calderone e Urso, interviene su questioni finanziarie, ambientali e sociali, ma ha contestualmente innescato una forte mobilitazione da parte dei lavoratori.
Il testo autorizza l’uso di risorse essenziali e introduce misure di supporto per i dipendenti:
- Continuità Finanziaria: Viene autorizzata ADI a utilizzare i 108 milioni di euro residui del cosiddetto “finanziamento ponte” fino a febbraio 2026. Questa data è indicata come il termine atteso per la conclusione della procedura di gara per l’individuazione di un aggiudicatario.
- Destinazione Fondi: I restanti 92 milioni di euro del finanziamento sono stati già indirizzati a interventi essenziali, tra cui manutenzioni (ordinarie e straordinarie) degli altoforni, investimenti ambientali legati alla nuova Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) e al Piano di Ripartenza.
- Supporto ai Lavoratori: Sono stati stanziati ulteriori 20 milioni di euro per il biennio 2025-2026. Questi fondi permetteranno allo Stato di coprire l’integrazione fino al 75% del trattamento di Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria (CIGS), un costo finora sostenuto direttamente da ADI.
- Indennizzi Tamburi: Il decreto modifica la gestione del Fondo per gli indennizzi destinato ai proprietari di immobili nel quartiere Tamburi, consentendo di utilizzare le somme residue del 2025 per integrare gli indennizzi parziali relativi a domande presentate nell’anno precedente.
- Sostegno Energetico: ADI vedrà riconosciuto un indennizzo sui contributi per le imprese energivore, in particolare per gli sconti sulle forniture energetiche e le quote ETS.
Nonostante il decreto miri a stabilizzare la situazione, i lavoratori dell’Ex Ilva e dell’indotto a Taranto e Genova hanno risposto con uno sciopero e blocchi stradali, ritenendo inaccettabile il piano presentato da commissari e Governo che, secondo le RSU metalmeccaniche, “di fatto porta verso la fermata del gruppo Ilva”.
Taranto: Dopo un’iniziale decisione di mantenere il presidio notturno, i lavoratori e i sindacati hanno rimosso i blocchi sulla statale Jonica e sulla statale Appia per Bari. La mobilitazione resta alta, con lo sciopero in programma fino alle 7:00 di domani e la solidarietà manifestata anche dai lavoratori dell’indotto Eni e dello stabilimento Leonardo di Grottaglie.
Genova: I lavoratori dello stabilimento di Cornigliano hanno deciso di sciogliere il blocco stradale in seguito all’ufficializzazione della convocazione di un tavolo di confronto a Roma fissato per il 28 novembre. “Non sono mai vittorie. Sono passi in avanti,” ha dichiarato un rappresentante della RSU Fiom Cgil, sottolineando che c’è ora l’opportunità di “chiarirci le idee”.
Il percorso del decreto è appena iniziato, ma la vertenza continua a dimostrare quanto sia “essenziale… essere uniti nella difesa del diritto al lavoro, alla salute e al futuro.”