Sanzione della Federal Trade Commission statunitense per violazione della privacy: il social non protesse i dati di milioni di utenti, carpiti e usati a fini elettorali.
La Federal Trade Commission (Ftc), l’autorita’ garante della Concorrenza negli Stati Uniti, ha votato questa settimana per infliggere a Facebook una multa di 5 miliardi di dollari per per violazione delle informazioni personali, in riferimento al caso Cambridge Analytica. Lo riferisce il quotidiano “Wall Street Journal”. La decisione richiede ancora l’approvazione finale da parte del dipartimento di Giustizia, che raramente respinge gli accordi raggiunti dall’authority. Se fosse approvata, si tratterebbe della multa piu’ alta mai inflitta dal governo federale contro una societa’ tecnologica, superando facilmente i 22 milioni di dollari imposti a Google nel 2012. L’entita’ della sanzione sottolinea la crescente attenzione tra i funzionari di Washington su come i giganti della Silicon Valley raccolgono, archiviano e usano i dati personale degli utenti.
A quanto riferiscono sia Wall Street Journal che Washington Post, il voto alla FTC è stato di 3 a 2 per la maxi stangata, e i componenti dell’authority si sono divisi per appartenenza politica: hanno votato sì alla multa i 3 componenti repubblicani, no i 2 membri democratici della FTC. Facebook aveva affermato in aprile, ammettendo di essere vicino alla fine del negoziato con la FTC, di aspettarsi una sanzione fra i 3 e i 5 miliardi di dollari. La compagnia fondata da Mark Zuckerberg ha un profitto di oltre 15 miliardi di dollari nel solo primo trimestre 2019. Secondo alcuni analisti, i repubblicani della FTC in realtà stanno solo comminando un buffett a Facebook. “Questa non è una multa, è un favore a Facebook” afferma Matt Stoller dell’Open Markets Institute, specializzato nei poteri dei monopoli. “E’ solo una sanzione amministrativa che permetterà a Facebook di continuare a invadere la privacy degli utenti”.