Sono 12 milioni gli italiani in vacanza per Ferragosto, ma la scelta di alloggiare in hotel o agriturismi sembra in calo a causa dei rincari. Un numero sempre più alto di persone, quasi il 30%, opta per la sistemazione da amici o parenti, o utilizza la propria seconda casa. A rivelarlo sono le diverse analisi sul turismo estivo.
Secondo l’Osservatorio Turismo Confcommercio-Swg, la spesa media pro capite per la vacanza è di circa 570 euro per un periodo di 13 giorni, un dato che riflette l’alto numero di persone che evitano le spese di alloggio. Ben 28 su 100 preferiscono infatti l’ospitalità gratuita. Solo un intervistato su quattro ha prenotato in albergo, mentre il resto si divide tra B&B, affitti a breve termine e agriturismi.
Il mare rimane la meta principale per il 45% degli intervistati, seguito dalla montagna (19%) e dalla campagna (9%). Le regioni più gettonate sono la Puglia, la Calabria, il Trentino-Alto Adige e la Sicilia. Per quanto riguarda le vacanze all’estero, che riguardano il 18% degli italiani, le destinazioni più scelte sono Spagna, Grecia e Francia.
Anche il Centro Studi Turistici di Firenze per Assoturismo Confesercenti conferma un’alta occupazione nelle strutture ricettive, con un tasso medio dell’88% per il ponte di Ferragosto. Tuttavia, anche in questo caso si nota un aumento della preferenza per le seconde case.
Per il pranzo di Ferragosto, la Fipe Confcommercio stima che oltre 5 milioni di persone si siederanno a tavola nei 91.000 ristoranti aperti, con una spesa media di 61 euro a persona. Il totale della spesa per i consumi fuori casa si aggira attorno al miliardo di euro.
Le associazioni dei consumatori, tuttavia, lanciano l’allarme. Il Codacons denuncia un calo di un milione di turisti rispetto all’anno precedente, un segnale della crisi che sta colpendo il settore e dell’impoverimento del ceto medio. “Questa riduzione è figlia di anni di rincari senza sosta,” afferma il Codacons, citando l’aumento dei costi di energia, generi alimentari e dei prezzi delle strutture ricettive.
Infine, l’Unione Nazionale Consumatori (Unc) ha stilato una classifica dei rincari degli hotel negli ultimi anni: Venezia (+64,7%), Milano (+60%) e Firenze (+58,8%) sono le città che hanno visto i maggiori aumenti dal 2021. Nell’ultimo anno, invece, i rincari più significativi si sono registrati a Lucca (+20,2%), Caserta (+13,7%) e Rimini (+10,9%).