LA PROTESTA CONTRO LO SRADICAMENTO DEGLI ULIVI
Proteste e cariche della polizia per fermare i tafferugli davanti al cantiere Tap, il gasdotto dell’Adriatico a Melendugno, in Puglia. Da questa mattina e’ in corso una manifestazione contro l’espianto di 200 ulivi sul tracciato del microtunnel del gasdotto, dopo che il Ministero dell’Ambiente ha dato il via libera. I mezzi della polizia per accedere all’area sono stati costretti a forzare il blocco dei manifestanti. Durante le cariche delle forze dell’ordine, alcuni manifestanti sono stati colti da malore e altri sono rimasti contusi.
È successo tutto in pochi minuti, intorno all’una del pomeriggio. I più duri dei manifestanti no Tap si sono seduti a terra – la stessa in cui affondando le radici gli oltre duecento ulivi che devono essere rimossi per consentire al Gasdotto che nasce in Azerbaigian di arrivare in Puglia, a Melendugno vicino Lecce – e da lì non si sono mossi. L’obiettivo era impedire l’avvio dei lavori per la realizzazione del Gasdotto. È servito l’intervento dei poliziotti in assetto antisommossa per spostarli. Tafferugli, urla, spintoni tra agenti e manifestanti davanti al cantiere in cui erano bloccati i tir con a bordo gli alberi espiantati. Qualcuno si è sentito male – un 65enne che è in sciopero della fame per esprimere il proprio dissenso – in tre hanno riportato contusioni: le loro condizioni nn sono gravi né preoccupanti. I lavori sono stati momentaneamente bloccati. Gli attivisti – circa 300 – sono arrivati di buon mattino per impedire che il consorzio Tap riprendesse le operazioni di espianto degli ulivi. Espianto necessario all’avvio del cantiere per costruire il tratto a terra e sotto il mare del Gasdotto che dal 2020 porterà il gas azero sulle coste pugliesi. Ieri il Consiglio di Stato ha respinto i ricorsi presentati dal Comune di Melendugno e della Regione Puglia dando di fatto il via libera ai lavori. Sempre ieri è arrivato anche l’ok da parte del ministero dell’Ambiente che ha ribadito la regolarità dell’autorizzazione fornita dall’ufficio fitosanitario della Regione Puglia all’espianto. Il sindaco di Melendugno, Marco Potì appoggiato a trenta primi cittadini salentini, ha inviato alla Regione Puglia una richiesta di impugnare le autorizzazioni in autotutela come ultimo tentativo per bloccare l’avvio dei lavori. L’eradicazione degli ulivi va fatta entro il prossimo 30 aprile, altrimenti sarà a a rischio il rispetto dei tempi per la realizzazione del Gasdotto.