ERRANI, AVVIATA NUOVA FASE, VERSO NORMALITA’ NELLE REGIONI
Il governo imprime una brusca accelerazione per favorire il ritorno alla normalita’ delle regioni del Centro Italia colpite dal terremoto. In un vertice a Palazzo Chigi con i presidenti delle Regioni coinvolte il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni assicura lo stanziamento di un miliardo l’anno per tre anni. Nell’agenda dell’esecutivo un decreto legge correttivo arricchito da norme per favorire la crescita. Di ”sostegno alla crescita” Gentiloni ha parlato anche nel confronto con la Commissione europea, ribadendo comunque l’impegno a un intervento correttivo dello 0,2% sui conti pubblici, come richiesto da Bruxelles.
Il negoziato con Bruxelles per strappare nuova e necessaria flessibilita’ e’ aperto. Il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, lo dice rispondendo ai giornalisti che, nel corso della conferenza stampa sulle misure messe in campo dal governo per il sostegno ai territori colpiti dal terremoto, lo interpellano sull’argomento.
‘Stanzieremo 1 miliardo all’anno e per 3 anni, ma cerchiamo risorse piu’ ingenti’, ha detto il presidente del Consiglio parlando a Palazzo Chigi con i governatori delle regioni colpite dal sisma. Gentiloni inoltre ha voluto chiarire che il fondo per il terremoto non incide sull’indebitamento netto e fara’ parte di un decreto correttivo ma anche di sostegno alla crescita: ‘il Dec, un’operazione non di depressione ma di incoraggiamento’. E ha ribadito che ‘sui margini del patto di stabilita’ c’e’ una discussione in corso e non riguarda solo l’Italia’. Il commissario straordinario per la ricostruzione Vasco Errani ha poi aggiunto che e’ partita una fase nuova, che aiuta anche la normalita’ delle funzioni delle Regioni e delle autonomie locali.
“Sul tema del Patto di stabilita’ e dei suoi margini c’e’ una discussione in corso con la Commissione Europea che non riguarda solo l’Italia. La flessibilita’ nell’attuazione di queste norme e’ necessaria, oltre che possibile”, sono le parole utilizzate dal presidente del Consiglio. Che, poi, conferma gli impegni a correggere dello 0,2 per cento, per un totale di 3,4 miliardi di euro, la legge di Bilancio. Si tratta della ‘manovrina’ chiesta da Bruxelles e in mancanza della quale l’Italia andrebbe incontro a una procedura di infrazione per deficit eccessivo. Non si trattera’, pero’, di una manovra fatta solo di correzioni. “Il decreto che faremo a meta’ aprile”, spiega Gentiloni, “sara’ correttivo, certo, ma anche di crescita”. E qui Gentiloni conia una definizione nuova nel vocabolario politico economico: un ‘Dec’, un documento economico per la crescita in cui inserire anche il fondo per la ricostruzione di oltre un miliardo l’anno per tre anni. “Il fondo ci servira’ a fare tre cose: misure per la ricostruzione nel cratere del terremoto, misure di sostegno al reddito, misure per la sicurezza degli edifici anche oltre il cratere. Credo sia un modo per dare un messaggio di continuita’ alle popolazioni rispetto a un lavoro che va avanti dalla meta’ di agosto. Ma e’ anche il modo per raccogliere sollecitazioni e richieste che nel corso di queste settimane si erano manifestate”, spiega Gentiloni per poi sottolineare: “La creazione del fondo per le zone colpite dal terremoto non incidera’ sull’indebitamento netto”.
Dopo questo passaggio, ci saranno quelli del Def, il 10 aprile, “che ci dara’ le prime informazioni per quanto riguarda il bilancio di fine anno”, e soprattutto la ‘manovrina’ da approvare entro il 30 aprile. Il terzo appuntamento e’ quello dell’autunno, con la preparazione della legge di Bilancio per il 2018. Passaggi non banali, visto che dal Partito Democratico il pressing e’ per evitare manovre depressive che vanifichino quanto fatto negli ultimi tre anni di legislatura con l’obiettivo di far ripartire la crescita. Ma c’e’ dell’altro: il passaggio di aprile coincide con la chiusura del congresso. Matteo Renzi e’ ancora in vantaggio sugli inseguitori Andrea Orlando e Michele Emiliano. Ma l’ex segretario eviterebbe volentieri di tornare alla guida del partito nel momento in cui il governo, di cui il Pd e’ azionista di maggioranza, aumenta tasse e accise. A dare una mano a Gentiloni potrebbero arrivare i due appuntamenti elettorali europei: in Germania e Francia, infatti, le urne sembrano destinate a favorire le forze europeiste e progressiste. Se cosi’ fosse, l’Italia troverebbe delle sponde importanti per fare passare il suo messaggio di stop all’austerity ed avere piu’ margini cosi’ da evitare misure impopolari.