Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha categoricamente smentito la presenza di una politica della fame nella Striscia di Gaza, affermando che Israele ha costantemente consentito l’ingresso di aiuti umanitari. Le dichiarazioni sono state rilasciate sabato durante una conferenza cristiana a Gerusalemme, ospitata dalla consigliera di Trump e pastore evangelico Paula White, come riportato dal Times of Israel.
“Non c’è alcuna politica della fame a Gaza, e non c’è fame a Gaza,” ha dichiarato Netanyahu, aggiungendo che “Israele ha consentito gli aiuti umanitari per tutta la durata della guerra. Altrimenti non ci sarebbero abitanti di Gaza.” Il premier ha poi rivolto un’accusa diretta ad Hamas, sostenendo che il gruppo intercetta i rifornimenti per poi “accusare Israele di non fornirli.”
Le parole di Netanyahu giungono in un momento di crescente tensione e dopo un tragico episodio. Secondo quanto riportato da Sky News, Hamas ha riferito che quasi 100 persone sono state uccise ieri nella Striscia di Gaza mentre cercavano di accedere agli aiuti umanitari. Il ministero della Sanità della Striscia ha precisato che 67 di queste vittime si trovavano nel nord di Gaza.
La comunità internazionale continua a esprimere profonda preoccupazione. Il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, ha ribadito con forza che la fame non deve mai essere usata come “arma di guerra”, riferendosi esplicitamente ai conflitti in corso a Gaza e in Sudan. “La fame alimenta l’instabilità e mette a rischio la pace. Non dobbiamo mai accettare la fame come arma di guerra,” ha dichiarato Guterres in videoconferenza al Summit delle Nazioni Unite sui Sistemi Alimentari (UNFSS) in Etiopia.
Nel frattempo, il Coordinatore delle Attività Governative nei Territori (Cogat), unità del ministero della Difesa israeliano, ha annunciato su X che oltre 120 camion di aiuti umanitari sono stati raccolti e distribuiti ieri dalle Nazioni Unite e da altre organizzazioni internazionali all’interno della Striscia di Gaza.
Il Cogat ha aggiunto che altri 180 camion sono entrati a Gaza e sono in attesa di essere raccolti e distribuiti, con centinaia di altri ancora in coda per il ritiro da parte dell’ONU. L’unità israeliana ha concluso sottolineando che “una raccolta e distribuzione più costante da parte delle agenzie ONU e delle organizzazioni internazionali è uguale a più aiuti che raggiungono chi ne ha più bisogno a Gaza.”
Nonostante le dichiarazioni israeliane sull’afflusso di aiuti, la situazione umanitaria a Gaza rimane critica, con le accuse di intercettazione da parte di Hamas e le difficoltà di distribuzione che complicano ulteriormente lo scenario per la popolazione civile.