ORFINI AL GOVERNO, ‘METTETE LA FIDUCIA’. LUPI, ‘NO DI AP’. MAGGIORANZA DIVISA TENSIONE SU VITALIZI, OGGI SARANNO MATURATI DAI PARLAMENTARI
“L’impegno che abbiamo descritto rimane: e’ un lavoro da fare”, dice Gentiloni sullo ius soli. Ma la maggioranza e’ divisa: Orfini invita il governo a porre la fiducia; Lupi afferma che i ministri Ap non daranno l’assenso. Tensione anche sui vitalizi, che oggi saranno maturati dai parlamentari, e sulla riforma della legge elettorale.
“Siamo ancora in estate, l’impegno che abbiamo descritto rimane. E’ un lavoro da fare”. Cosi’ il premier Gentiloni risponde ad una domanda sul dibattito interno sullo Ius soli, sottolineando di rimanere a quanto detto alcune settimane fa. Intanto, arriva un richiamo del presidente del Pd. Matteo Orfini invita tutti a dare una mano, e suggerisce ai ministri che chiedono di accelerare di lavorare di piu’ per sciogliere il nodo fiducia, visto che “l’unico modo per approvare lo Ius soli al Senato e’ mettere la fiducia” perche’ se si porta in aula senza fiducia significa “ammazzare lo ius soli”. Immediata la replica del capogruppo di Ap Maurizio Lupi: “I nostri ministri non daranno l’assenso”.
“Non devo ricordare quando finisce e quando inizia l’autunno: e’ consapevolezza acquisita. Resto alle parole che ho detto alcune settimane fa. Siamo ancora in estate, l’impegno che abbiamo descritto rimane. E’ un lavoro da fare”. Il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni da Corfu’, dove si è svolto il bilaterale Italia-Grecia, getta acqua sul fuoco sulla vicenda della mancata calendarizzazione da parte del Senato dello ius soli. Il premier conferma quindi quanto gia’ ribadito a fine agosto da Palazzo Chigi: il provvedimento dovra’ essere approvato entro la fine dell’anno e comunque dopo l’approvazione da parte del Senato della Legge di Bilancio.
Ieri mattina il presidente dem, Matteo Orfini, aveva difeso la decisione del suo capogruppo a Palazzo Madama Luigi Zanda: “Portare in aula il testo senza la garanzia che venga posta la fiducia significa ammazzarlo”. E a Delrio che ieri aveva sollecitato un segnale positivo sul provvedimento, dice: “scelta non e’ un atto di paura, ma di assoluto buon senso che serve a non far naufragare la possibilita’ di approvarla”, aggiunge. E sempre al ministro delle Infrastrutture Orfini dice: “Ai ministri che chiedono lodevolmente di accelerare, suggerisco di lavorare piu’ rapidamente per sciogliere il nodo fiducia. Perche’ e’ proprio a loro che compete questa decisione”.
A chi invece, come sempre – prosegue il rpesidente dem -, se la prende col Pd ricordo che se questa legge esiste e’ grazie al Pd. Se la abbiamo approvata alla Camera e’ grazie al Pd. Se possiamo portarla a casa al Senato e’ grazie al Pd. Se non ci siamo ancora riusciti e’ perche’ non avendo vinto le elezioni nel 2013 non abbiamo i numeri da soli al senato; perche’ Forza Italia, Lega e grillini sono contrari; perche’ un pezzo della maggioranza e’ contraria. Noi continueremo cocciutamente a lavorare per portare a casa il risultato. Suggerisco a tutti di dare una mano, magari evitando polemiche inutili. Almeno su questo”, conclude.
Anche la presidente della Camera, laura Boldrini, pur non entrando nella polemica legata all’altro ramo del Parlamento, ha sottolineato l’iportanza di questo provvedimento: “Penso sia molto atteso da molti giovani che sono nati in Italia. Sono giovani che vanno a scuola con i nostri figli e dei paesi dei loro genitori non conoscono neanche la lingua, giovani che sono a tutti gli effetti italiani. Credo sia conveniente per tutti farne dei buoni cittadini”. Ma il futuro dello ius soli non e’ legato solo agli equilibri interni al Partito democratico, ma anche a quelli interni alla coalizione che sostiene l’esecutivo Gentiloni.
Maurizio Lupi di Alternativa popolare avverte: il suo partito non dara’ mai in Consiglio dei ministri il proprio assenso alla fiducia su questo provvedimento. “L’onorevole Orfini chiede ai ministri del Pd di lavorare perche’ si giunga alla richiesta di fiducia sullo ius soli – spiega Lupi -. Questo balletto per cui su ogni problema si fa un passo avanti e due indietro sempre e solo per polemiche tutte interne al Pd e’ diventato stucchevole. Orfini si metta il cuore in pace, la richiesta di fiducia spetta al presidente del Consiglio, e il Consiglio dei ministri e’ un organo collegiale nel quale i ministri di Alternativa popolare non daranno mai l’assenso alla fiducia. La questione era stata risolta con buon senso, con equilibrio e con responsabilita’. Non ha nessun senso riaprirla ora”.