Con il solenne rito della chiusura della Porta Santa di San Pietro, si è concluso ufficialmente il Giubileo della Speranza. Papa Leone XIV, davanti a una piazza gremita e alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ha sigillato il varco che era stato aperto la notte di Natale del 2024, ponendo fine a un anno che ha visto riversarsi a Roma oltre 33 milioni di pellegrini.
Durante la messa per la solennità dell’Epifania, celebrata subito dopo la chiusura della Porta, il Pontefice ha tracciato un bilancio spirituale dell’Anno Santo, lanciando moniti incisivi sulla deriva della società contemporanea. “Un’economia distorta prova a trarre profitto da tutto”, ha denunciato Leone XIV. “Il mercato trasforma in affari anche la sete umana di cercare. Il Giubileo ci ha educato a fuggire quell’efficienza che riduce ogni cosa a prodotto e l’essere umano a consumatore?”
Il Papa ha esortato i fedeli e le istituzioni a non considerare il Giubileo come un evento concluso, ma come un punto di partenza: “Il Giubileo è venuto a ricordarci che si può ricominciare, anzi che siamo ancora agli inizi”.

La cerimonia ha seguito l’antico e suggestivo protocollo liturgico:dopo la preghiera di ringraziamento (“Si chiude questa Porta, ma non la Tua clemenza”), il Pontefice ha accostato i battenti. La muratura definitiva avverrà nei prossimi giorni. All’interno del muro verrà inserita la tradizionale capsula metallica contenente il verbale di chiusura, le monete coniate durante l’anno e le chiavi della Porta. Con 33 milioni di presenze, il Giubileo 2025 supera i numeri dei precedenti anni santi, confermando Roma come epicentro della spiritualità globale nonostante le tensioni internazionali.
In un passaggio toccante della sua omelia, Leone XIV ha paragonato i pellegrini moderni ai Magi, descrivendoli come persone che “accettano la sfida di rischiare il proprio viaggio in un mondo travagliato, respingente e pericoloso”.
Il Papa ha poi posto una domanda diretta alla comunità ecclesiale: “Milioni di persone hanno varcato la soglia della Chiesa. Che cosa hanno trovato? Quale cuore, quale attenzione?”. Un invito a mantenere lo stile dell’accoglienza anche ora che le celebrazioni ufficiali sono terminate.
La Capitale ha risposto con un imponente dispiegamento di forze. La Questura e la Prefettura hanno attivato un piano di sicurezza ad ampio raggio che ha blindato l’area di via della Conciliazione e piazza San Pietro, garantendo il regolare svolgimento delle celebrazioni e il deflusso dei fedeli dopo l’ultimo Angelus dell’anno giubilare.