Dopo l’incontro a Palazzo Chigi resta il dissenso Meloni-Anm sulla riforma della giustizia. Il governo va avanti per ottenere il via libera ‘in tempi rapidi’ e offre solo un tavolo sulle leggi di attuazione. Per entrambe le parti il colloquio è stato ‘franco’, ma le posizioni non cambiano: l’esecutivo punta a portare a casa la riforma delle carriere, l’associazione dei magistrati conferma la mobilitazione e incassa l’assicurazione di Meloni e del ministro Nordio che l’ipotesi di togliere ai pm la guida della polizia giudiziaria per le inchieste è solo ‘una illazione giornalistica’. ‘Meloni ci ha detto che la politica si sente attaccata: possiamo sbagliare, ma mai provvedimenti ideologici’, dice il presidente dell’Anm Parodi. Via libera invece dai penalisti: ‘Avanti con la riforma’.
Incontro a Palazzo Chigi, presieduto dal presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, tra il Governo e l’Associazione nazionale magistrati. Erano presenti i vicepresidenti Tajani e Salvini, il ministro della Giustizia Nordio e il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Mantovano. Al centro dell’incontro – franco e proficuo, come si legge in una nota di Palazzo Chigi – la riforma costituzionale sulla separazione delle carriere e il Csm all’esame del Parlamento. La premier ha ringraziato l’Anm per le osservazioni e gli spunti emersi nel dibattito e ha annunciato la disponibilità di aprire un tavolo di confronto sulle leggi ordinarie di attuazione della riforma e sul documento in otto punti presentato dall’Anm, che riguarda l’amministrazione della Giustizia . Il Governo ha ribadito la volontà di proseguire con determinazione e velocità nel percorso di attuazione della riforma costituzionale, auspicando la sua approvazione in tempi rapidi.

“Tanti pensano veramente che noi siamo qui per difendere interessi corporativi, di casta, privilegi: se noi non battiamo queste convinzioni, se non lo facciamo con estrema forza e capacita’, la sfida e’ persa dall’inizio”. Lo ha detto il presidente dell’Anm Cesare Parodi, dopo l’incontro a Palazzo Chigi, sottolineando che la mobilitazione della magistratura associata contro la riforma sulla separazione delle carriere andra’ avanti: “ci saranno manifestazioni di vario tipo, interventi televisivi, sui social, pubblicazioni, opuscoli e incontri con la gente”, ha spiegato. “Il paese ha bisogno di una magistratura credibile, di una politica serena e di una collaborazione fra tutti gli organi istituzionali”, ha detto il presidente dell’Anm.”L’unica speranza dopo questo incontro è che ci possa essere almeno uno spiraglio di recuperare un reciproco rispetto che gioverebbe soprattutto all’interesse del Paese”, aggiunge.”Noi abbiamo fatto presente una situazione di profondo disagio che avvertiamo, loro hanno risposto, hanno parlato non soltanto il presidente Meloni ma anche Tajani, Salvini, Mantovano, il ministro Nordio. Tutti quanti hanno fatto presente che avvertono dal loro punto di vista questa situazione Noi l’avvertiamo dall’altra parte”. “Speriamo che essendosi visti in faccia si cominci a dubitare di questa malafede che in qualche modo viene ipotizzata perché non fa bene a nessuno. Non la magistratura, non fa bene al Paese, non fa bene alla politica”.