E GLI USA CONFERMANO BLOCCO ARMI E INTELLIGENCE A KIEV
La Corte Suprema boccia l’ordine del giorno di Trump per congelare due miliardi di aiuti all’estero, una delle misure adottate nell’ambito della crociata per tagliare le spese federali. La sentenza, che ha spaccato la Corte, con un voto 5 a 4, conferma la validità della sentenza del giudice federale che ha ordinato che vengano immediatamente sbloccati i finanziamenti dell’Usaid che erano già stati stanziati. Ma allo stesso tempo chiede al giudice di “chiarire quali obblighi il governo deve rispettare”. Cruciali sono stati i voti dei due giudici conservatori, il capo della Corte John Roberts e Amy Coney Barrett, nominata da Trump durante il suo primo mandato, che hanno votato insieme ai tre giudici liberali. Mentre gli altri quattro giudici conservatori, Clarence Thomas, Samuel Alito, Neil Gorsuch e Brett Kavanaugh, questi ultimi due anche nominati da Trump, hanno votato per accogliere il ricorso dell’amministrazione repubblicana.
I quattro giudici conservatori hanno firmato un parere di dissenso con la decisione della maggioranza, scritto dal giudice Alito, in cui si mette in dubbio il fatto che un giudice distrettuale possa avere “il potere di costringere il governo degli Stati Uniti a pagare due miliardi di dollari”. E’ questo l’argomento dall’avvocato di Stato Sarah Harris, che ha presentato le ragioni dell’amministrazione, definendo l’ordine del giudice Amir H Ali “un ordine impossibile” dal momento che sono arrivati date solo 36 ore per applicare la sentenza. Argomenti che non sono stati comunque accolti dalla maggioranza dei giudici. Il ricorso contro lo stop dei fondi è presentato dalla Aids Vaccine Advocacy Coalition e dal Global Health Council, che denunciano come questo abbia portato le associazioni sull’orlo della bancarotta, al licenziamento di personale e fermare la distribuzione di medicinali salvavita e di aiuti alimentari. Si tratta della prima decisione della Corte Suprema sugli ordini esecutivi ei blitz del Doge per licenziamenti e taglio dei fondi al governo federale. Sono oltre 100 i ricorsi avviati contro le mosse dell’amministrazione Trump.
Il direttore della Cia John Ratcliffe ha confermato che gli Stati Uniti hanno ”sospeso” la condivisione di informazioni di intelligence con l’Ucraina. Intervistato da Fox News, Ratcliffe ha spiegato che ”il presidente Trump ha dei dubbi sul reale impegno di Zelensky nel processo di pace e ha detto: fermiamoci un attimo”. Confermando la notizia anticipata dal Financial Times, il direttore della Cia ha comunque precisato che la sospensione ”sul piano militare e su quello dell’ intelligence è temporanea e che gli Stati Uniti ”torneranno a lavorare al fianco dell’Ucraina”. Ratcliffe ha sottolineato che ”lavorare fianco a fianco con l’Ucraina” è necessario ”perché dobbiamo respingere l’aggressione che c’è lì e creare le condizioni migliori affinché questi negoziati di pace possano andare avanti”.