“Ammazza ao, mica c’ero mai venuta qui, prima stavo all’opposizione…”. Paola Taverna, vicepresidente del Senato, spalanca gli occhi non appena arriva nei giardini del Quirinale. Ha attraversato la terrazza con vista su Roma e ora si gode la tradizionale festa del 2 giugno. Politici, giornalisti, uomini e donne dello spettacolo. Negli anni passati non era terra dei Cinque stelle questa, ma ora i pentastellati sono maggioranza. Dopo la foto ricordo con la neoministra Lezzi e Laura Bottici, Taverna scompare tra la folla. Dove, neanche a dirlo, e’ caccia grossa ai grillini. Di Maio e’ accerchiato dai giornalisti: “Sono stati mesi stancanti- dice- ma ce l’abbiamo fatta. Ho sentito Poletti e Calenda, ci vediamo martedi’ per il passaggio di consegne”.
Sfilano intanto i vecchi ministri: Orlando, Padoan, Franceschini. Martina avvicina il suo successore Centinaio: “Ho lasciato tutto in ordine- scherza- quando vuoi chiamami. Ora pero’ saremo noi a fare le manifestazioni eh”. Ribatte pronto il leghista: “Guarda che e’ divertente, noi l’abbiamo fatto per 5 anni…”. Appare Salvini. Si forma la fila per stringergli la mano. Non c’erano i suoi figli al giuramento? “Mio figlio aveva un torneo di tennis, era piu’ emozionato per quello- racconta il ministro dell’Interno- peccato perche’ ha perso”. E di Mattarella dice: “Con lui abbiamo sempre filato d’accordo”. Poi, incontra Lino Banfi che gli rivela: “Sai che Luigi Di Maio conosce tutti i miei film?”. E Salvini ribatte con una citazione: “Eh ma noi per questo governo abbiamo fatto la ‘b zona’, il 5-5-5”. Passa Laura Boldrini in rosso, piu’ in la’ Nicola Fratoianni scherza con Roberto Fico: “Allora, te la faccio la tessera di Sinistra italiana?”. Il presidente della Camera sorride. Appare Virginia Raggi che abbraccia gli amici ministri: Di Maio, Bonafede. Tria e Savona provano a sfuggire ai taccuini. Moavero, piu’ avvezzo a queste situazioni, confida ai suoi numerosi interlocutori: “La sopravvivenza in questa cosa sara’ tutta da vedere…”.
Ci sono anche Bertinotti, Rutelli che da’ qualche dritta a Rocco Casalino, e Treu, Bassanini, Giorgetti, Legnini. Intanto si formano due file distinte: una per stringere la mano a Mattarella, l’altra porta invece a Giuseppe Conte. Quando il sole sta ormai tramontando, il braccio destro di Di Maio, Vincenzo Spadafora, si avvicina a uno dei piu’ stretti collaboratori di Mattarella e si presenta. “Si’, si’- risponde l’interlocutore- so chi e’ lei”. “Grazie di tutto”, dice Spadafora. “Adesso bisogna far funzionare tutto- replica l’altro- bisogna fare squadra. Dica a Di Maio che quando vuole siamo qui”. L’orchestra, in sottofondo, ancora suona.