‘I portavoce eletti del M5s hanno un compito: dedicarsi al compimento del programma. Chi non sara’ d’accordo potra’ perseguire il suo programma con un’altra forza politica’. Lo scrive sul blog Beppe Grillo, che sottolinea come tutte le ‘uscite comunicative’ dei parlamentari vadano concordate con i responsabili comunicazione, non si fanno sconti a nessuno’. Nel mentre, un altro candidato dei cinquestelle a sindaco di Palermo e’ indagato. Per Ugo Forello, accusato di induzione a rendere dichiarazioni mendaci, e’ un atto dovuto dopo la denuncia dei deputati nazionali grillini travolti dal caso firme false. Secondo i quali l’inchiesta sarebbe stata ispirata proprio da lui, che avrebbe imbeccato i pentiti dell’indagine.
Beppe Grillo usa il pugno di ferro con i 5 stelle. E scrive, nero su bianco, con tono perentorio, le regole a cui gli eletti M5S devono attenersi, senza eccezioni. Questi i punti: il programma e la linea politica la decidono gli iscritti e non i parlamentari che, se in disaccordo, potranno perseguire (se rieletti) il loro programma in un’altra forza politica. I parlamentari, nessuno escluso, devono concordare con i responsabili della comunicazione (Rocco Casalino, Ilaria Loquenzi e in Europa Cristina Belotti) qualsiasi intervista, partecipazione a eventi o programmi tv, ma anche post sui social network. E ancora, precisazione ulteriore: M5S “non e’ di destra ne’ di sinistra” e non fara’ “mai alleanze con i partiti che hanno devastato l’Italia negli ultimi decenni”. Post durissimo che sembra prendere di mira chi, come il deputato M5S e presidente della Vigilanza Rai Roberto Fico, ha detto in una intervista: “Non siamo ne’ trumpiani ne’ salviniani, Dio ce ne scampi”; parole che sono suonate quasi come una presa di distanza da quanto dichiarato dallo stesso Grillo sugli ‘uomini forti’ Trump e Putin. Linea dura, quindi, da parte del leader M5S che interviene dall’alto con toni che non lasciano spazi a repliche. Ma e’ una linea che non piace a tutti. Un deputato 5 Stelle chiede caustico: “Pensate che adesso non scriveremo piu’ post o che chiederemo l’autorizzazione?”. Anche perche’ le interviste o i post sarebbero da concordare con i responsabili della comunicazione su cui alcuni pentastellati nutrono perplessita’, gia’ da tempo. Anche dal web trapelano dubbi. E c’e’ chi non esita a parlare di censura.
Nel ‘mirino’ di Grillo finisce, pur senza essere nominato, Roberto Fico, attualmente anche vicecapogruppo alla Camera. Tra i commenti c’e’ chi lo dice chiaramente: “Questa e’ una tirata d’orecchi a Fico perche’ ha contestato l’elogio di Beppe a Trump… ma io caro Beppe non ricordo come ‘linea politica’ di aver mai votato per associare l’immagine del M5S a Donald Trump. Quindi per la mia opinione, sei tu ad aver arrecato un danno d’immagine al M5S, quindi la sanzione di richiamo dovremo farla a te. Se invece il problema sono io che non la penso come il capo, saro’ ben felice di levare le tende. Cos’e’ diventato questo Movimento? Tutte queste regole centralizzano la visione d’insieme, ed impediscono una pluralita’ di idee da condividere”. C’e’ chi osserva critico: “Non ho capito quando e’ stato che gli iscritti inneggiavano a Trump e Putin, o chiedevano di votare con l’Italicum o di aderire ad Alde”. Il post firmato da Grillo serve pero’ come monito non solo a Fico, ma anche ad altri che talvolta si sono espressi – anche sui social – con parole considerate ‘sopra le righe’. Ad esempio a Carlo Sibilia, deputato M5S ed ex Direttorio, quando aveva criticato il “tentativo di entrare nell’establishment” parlando del fallito accordo con i liberali dell’Alde in Europa. O anche, probabilmente, al deputato Federico D’Inca’, ex capogruppo alla Camera, che ieri ha scritto un post per dire “in bocca al lupo a Federico Pizzarotti”, ex 5 Stelle, per la sua decisione di ripresentarsi come candidato a sindaco di Parma; e ha espresso l’auspicio che un giorno “Pizzarotti e tutte le persone a lui vicino possano tornare a casa, nel M5S”. Parole che non devono essere piaciute ai ‘piani alti’ e che fa nascere nello stesso deputato D’Inca’ il sospetto che il post di Grillo sia nato anche per ‘colpa’ sua.
Ma in Rete c’e’ chi punta il dito contro lo stesso Grillo: “Beppe sono un elettore M5S e attivista. Ma quando le cazzate le fai tu? Stiamo ancora aspettando le tue scuse ufficiali in merito all’adesione all’Alde. Scuse che hai fatto solo a Farage ma che non hai fatto ai tuoi elettori. Ecco, cominciamo da la’”. E un altro aggiunge: “A mio avviso i vertici, Grillo e Casaleggio e chi per essi, sono la vera palla al piede del Movimento, il tallone d’Achille. Prima si fanno da parte meglio e'”. Un altro attivista scrive: “Il mio non e’ un attacco, vorrei davvero capire cosa ne pensi. Non possiamo ridurre i nostri eletti a dei fantocci, dei robot mossi da migliaia di indici cliccanti. Hai, per quel che conta, la mia piu’ profonda stima per il sogno che hai lanciato e che stai lottando per affermare, ma non dimenticare di fare cio’ che nella vita hai saputo fare meglio, ascoltare attentamente per capire. Credo sia un passo falso”. Nelle critiche del web finisce anche Rocco Casalino, responsabile della comunicazione M5S. C’e’ chi chiede con sarcasmo: “Ma Rocco Casalino non e’ quello del Grande Fratello?”. Un altro domanda: “E chi paga gli errori commessi finora? Rocco Casalino? Vorrei capire com’e’ arrivato dov’e’ vista la pochezza del personaggio!”. E ancora: “E allora caro Beppe, comincia col cambiare i responsabili della comunicazione, davvero pessimi, ultimamente non ne azzeccano una! Se questi tre incapaci devono dettare la linea ai nostri portavoce da tenere in tutte le loro uscite pubbliche, bisogna che siano tre con le palle quadrate! Gli attuali non sappiamo nemmeno se hanno quelle normali sferiche!”. Un altro militante 5 Stelle sottolinea: “Se ho capito bene un Luigi di Maio che pubblica un post su Facebook deve prima passare per i 3 della comunicazione? Questa mi sembra esagerata, condivido le altre – interviste giornali, presenze in tv – ma i post su FB e sui Social e’ un’esagerazione e inoltre non potreste mai controllarli tutti con le migliaia di eletti M5S in tutta Italia (tra cui anche consiglieri comunali), senza dimenticare gli attivisti che sono la colonna portante di tutto il Movimento”. Ironico l’ex M5S Walter Rizzetto: “Cosa positiva della nuova stretta di Beppe Grillo verso parlamentari e’ il controllo preventivo, da parte di Casalino, dei tweet di Sibilia”.