Il sindaco di Roma annuncia su Fb di essere stata convocata dai Pm romani. Virginia Raggi risulta formalmente indagata. Per la Procura avrebbe detto il falso alla responsabile anticorruzione del Campidoglio e non avrebbe impedito a Raffaele Marra di partecipare alle procedure di nomina del fratello Renato. ‘Ho informato Beppe Grillo e adempiuto al dovere di informazione previsto dal Codice di comportamento del Movimento 5 Stelle’, ha scritto, ‘ho avvisato i consiglieri di maggioranza e i membri della giunta e ora avviso tutti i cittadini. Sono molto serena, ho completa fiducia nella magistratura, come sempre’.
Con l’iscrizione nel registro degli indagati di Virginia RAGGI per abuso d’ufficio e falso in relazione alla promozione di Renato Marra, fratello di Raffaele, l’ex capo Dipartimento del Personale finito agli arresti per corruzione, una nuova bufera giudiziaria si abbatte sul Campidoglio. Non è la prima indagine che in sei mesi di mandato coinvolge in prima persona la sindaca e che questa volta potrebbe complicare, a seconda dell’esito della vicenda giudiziaria, la sua stessa permanenza in Campidoglio. Una prima inchiesta scaturì da un esposto presentato il 18 giugno, alla vigilia delle elezioni comunali, dal vicepresidente dell’Associazione nazionale libertà e progresso (Anlep), e si concluse con l’archiviazione su richiesta della stessa procura. All’epoca RAGGI era la candidata del M5S in corsa per la poltrona di sindaco di Roma e il caso delle sue consulenze alla Asl di Civitavecchia, al centro dell’esposto, la costrinse a interrompere il silenzio elettorale con un post su Facebook che scatenò le polemiche dell’opposizione.
La Procura indagò la sindaca per falso ideologico con riferimento alla presunta omessa dichiarazione di incarichi e compensi relativi a una consulenza presso la Asl di Civitavecchia nel 2014, periodo in cui era consigliere dell’assemblea capitolina. L’inchiesta fu poi archiviata il 27 settembre dal gip di Roma Nicola Di Grazia, che accolse le richieste del procuratore aggiunto Paolo Ielo e del sostituto Francesco Dall’Olio. Questi ultimi avevano motivato la richiesta di archiviazione sostenendo che esisteva un obbligo di dichiarazione ma che tutte le giustificazioni presentate dalla RAGGIerano plausibili. Risale invece solo a qualche giorno fa la notizia relativa a un’altra indagine, scaturita da una denuncia del Partito Animalista Europeo, che ha visto la sindaca indagata per omissione di atti d’ufficio nell’ambito di un’indagine sui canili di Roma. In relazione ai fatti, la Procura ha nuovamente chiesto l’archiviazione per la RAGGI.
Oggi, dopo l’addio del ‘raggio magico’, con l’arresto di Raffaele Marra, già vicecapo di gabinetto e poi capo del Dipartimento Personale, le dimissioni di Salvatore Romeo e il passo indietro di Daniele Frongia che ha dovuto rinunciare alla delega di vicesindaco mantenendo solo il ruolo di assessore allo Sport, la RAGGI, prima donna a ricoprire il ruolo di sindaco di Roma, si ritrova a dover far fronte a una nuova grana. Una notizia che raggiunge la RAGGI mentre l’amministrazione comunale è alle prese con la maratona per l’approvazione del bilancio. La sindaca, che oggi in un post su Facebook si è detta ”molto serena”, esprimendo ”completa fiducia nella magistratura”, nelle ore più difficili del suo mandato, quando l’inchiesta che coinvolse Marra si era abbattuta sul Campidoglio, durante le festività natalizie aveva ceduto anche alle lacrime, ammettendo in pubblico, al pranzo di Natale della Caritas, la complessità del momento.