I Paesi del gruppo di Visegrad , ossia Ungheria, Polonia, Repubblica ceca e Slovacchia, sotto la guida del premier ungherese Victor Orban, intendono mettere sul tavolo del vertice informale di Bratislava dell’Ue a 27 la revisione dei Trattati Ue. L’obiettivo e’ dare agli stati membri piu’ potere diminuendo il ruolo della Commissione.
L’ultimo tentativo di mediazione per disinnescare il rischio di un duro confronto tra i 27 ci sara’ stasera in un incontro tra Tusk, Juncker, Schulz e il premier slovacco Fico che ha la presidenza Ue di turno.
“Oggi non siamo nella situazione degli eroi del Gattopardo”, scrive Tusk citando il romanzo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa. “Non dobbiamo cambiare tutto per far si’ che nulla cambi. Dobbiamo correggere una serie di cose al fine di preservare quelle migliori”. Posizione che riflette, in sostanza, quella dei paesi di Visegrad, concordi nel dire che non e’ il momento di accelerare sul progetto europeo. Non e’ da escludere pero’ che dal vertice di Bratislava emerga con forza anche la voce di chi chiede piu’ integrazione europea, di chi ricorda che la crisi del continente si puo’ superare solo con una reale politica comune dell’Ue.
L’Unione europea rischia di sgretolarsi, per questa ragione il vertice informale di Bratislava del 16 settembre dovrà essere molto di più di una “foto di famiglia”. In un’intervista rilasciata all’agenzia Pap, la premier polacca Beata Szydlo ha auspicato un dibattito approfondito sulla riforma dell’Ue e ha invitato il suo concittadino Donald Tusk, presidente del Consiglio europeo, ad agire in questo senso. “Chiederò a Donald Tusk quale scenario si prefigura per il vertice di Bratislava e qual è il suo obiettivo”, ha detto Szydlo, vicepresidente del partito polacco Diritto e Giustizia, che riceverà Tusk a Varsavia martedì prossimo. “Purtroppo riceviamo informazioni inquietanti, dalle quali trapela che si tratterà di un incontro in cui non verrà presa alcuna decisione. Ci riuniremo, parleremo e andremo via. Qualcosa che assomiglia a nascondere la polvere sotto a un tappeto. Un clima amichevole e una foto di famiglia non risolveranno i problemi dell’Ue”, ha proseguito il capo del governo polacco. “Le recenti elezioni in Germania hanno dimostrato che le tendenze anti-europee non sono uno scherzo, che si rafforzano in un numero crescente di paesi”. I quattro Paesi del cosiddetto Gruppo di Visegrad (Ungheria, Polonia, Repubblica ceca e Slovacchia) hanno chiesto in questi giorni un pacchetto di riforme che vada verso un’Europa delle Patrie, con meno integrazione. La cancelliera tedesca Angela Merkel, a fine agosto, aveva affermato che Bratislava non sarebbe stato un “vertice decisionale, ma piuttosto un incontro utile a fissare un’agenda”. Nel menu figurano il tema dell’economia europea dopo la Brexit, la sicurezza interna ed esterna dell’Ue e la politica migratoria.
I Paesi del cosiddetto ‘gruppo Visegrad‘ (Ungheria, Polonia, Repubblica ceca e Slovacchia) intendono presentare proposte congiunte al vertice Ue di domani a Bratislava con l’obiettivo di aiutare la Bulgaria a proteggere i suoi confini con la Turchia all’interno della crisi migratoria. Lo rende noto il capo di gabinetto del premier ungherese Viktor Orban, Janos Lazar, spiegando che “il futuro dell’Europa sarà deciso sul confine bulgaro-turco. “Obiettivo di questa azione comune sarà quello di rafforzare la legittimità delle nazioni (in Europa)”, ha aggiunto Lazar.