CALA L’AFFLUENZA, ORLANDO STACCATO. RESTA BALLETTO DI CIFRE
Alla fine delle votazioni dei circoli Pd il risultato e’ netto: Renzi rispetta le previsioni e conquista la maglia rosa, mentre Orlando non riesce a metterne in discussione la leadership. L’ex premier vince un po’ ovunque e rilancia sulla legge elettorale. Secondo fonti mozione Renzi, Emiliano passa sul filo arrivando al 6,5-7%. La mozione Orlando denuncia ‘anomalie’ nel voto in varie Regioni: a Catania in 400 avrebbero votato senza tessera. ‘Nessun broglio’, replica la ministra Boschi. Sulla legge elettorale Renzi rilancia sulle Camere; “Facciano una proposta”. E la Boschi: “Hanno bocciato tutto, tocca a loro”. Anche Berlusconi in campo: ‘Mattarellum inaccettabile’.
Matteo Renzi supera la prova dei circoli, con Andrea Orlando al secondo posto e Michele Emiliano che di poco supera la soglia del 6 per cento, necessaria per accedere alla fase due per la corsa alla segretaria del Partito democratico. E se sulle percentuali prosegue la guerra dei numeri anche a circoli chiusi, sull’affluenza i comitati dei tre pretendenti si allineano quasi perfettamente. Il calo a livello nazionale è evidente: in serata secondo l’organizzazione del Pd avevano votato tra 235mila e 255mila, con una affluenza del 58,1%. Circa quindi la metà degli iscritti al partito, si parla di quelli certificati, hanno partecipato ai congressi sul territorio. La mozione a sostegno di Orlando però non è d’accordo: “I numeri relativi all’affluenza nelle convenzioni di circolo e al consenso ottenuto dai candidati, sono diversi – si legge – l’affluenza ai congressi presumibilmente si aggirerà intorno a 200.00 votanti”. “Siamo stupiti che, a scrutinio ancora aperto di molti circoli e con dati ancora incerti, l’organizzazione del PD abbia fornito questi risultati” conclude.
“Sono molto soddisfatto per il consenso così alto ricevuto da Renzi nei nostri iscritti: è un grande risultato. La base del Pd ha espresso un giudizio inequivocabile: Renzi è per gli iscritti il segretario in cui ripongono la loro fiducia e le loro speranze. Le dimensioni del risultato sono davvero importanti, per certi versi sorprendenti. È un ottimo viatico per le primarie del 30 aprile. Un grazie ai nostri militanti che stanno facendo di questo congresso una bella testimonianza di passione, partecipazione e democrazia”. Lo dichiara Lorenzo Guerini, coordinatore della Mozione Renzi.
“E’ stata una bellissima prova. Stiamo parlando di migliaia di persone che hanno discusso, partecipato e scelto, dando forza all’idea di un partito fatto dall’impegno di tanti, uniti dalla volontà di dare una mano all’Italia. A tutti loro dobbiamo un grazie sincero. La netta affermazione della nostra proposta con Matteo Renzi ci dà fiducia e forza per i prossimi impegni. E’ il primo passo che ora va portato alle primarie degli elettori di domenica 29 aprile. Per un PD più forte e più aperto, alternativo a Berlusconi, Grillo e Salvini, continueremo a proporre il nostro progetto per l’Italia. Avanti, insieme”. Così il Ministro Maurizio Martina.
“In questa prima vittoria ci sono tre telegrammi chiarissimi: il primo è di ferma condanna a chi mina l’unita’ del Pd, fino a brindare alla sconfitta referendaria. Il secondo è un incoraggiamento a non fermare il difficile ma necessario cambiamento del Paese. Il terzo è una affermazione di una forza evidente: il Pd ha un leader e questo è Matteo Renzi. I nostri iscritti hanno dimostrato un attaccamento al nostro Partito e un senso di responsabilità superiore a quello di parte del ceto politico. Ora inizia il confronto aperto delle primarie, con lo stesso rispetto e civiltà che hanno caratterizzato il confronto con Orlando ed Emiliano fino ad oggi”. E’ quanto dichiara Matteo Richetti portavoce del Coordinamento nazionale della Mozione Renzi Matteo Richetti.
Una vittoria non scontata, e per certi versi nemmeno pronosticabile, e’ quella che ha ottenuto Matteo Renzi al congresso del Pd a Bologna, dove la gran parte dei vertici del partito e delle istituzioni erano schierati con Orlando e dove quattro anni fa aveva vinto nettamente Gianni Cuperlo. Nella federazione di Bologna (il territorio provinciale, esclusa Imola) Renzi ha raccolto il 59,26% dei voti (3.455) contro il 38,95% di Orlando (2.271) e l’1,79% (104) di Michele Emiliano. Piu’ risicata, ma simbolica per gli equilibri interni, la vittoria di Renzi nel Comune di Bologna, dove ha prevalso per 40 voti, 1065 contro i 1015 di Orlando, equivalenti a 49,88% contro 47,54%. A Emiliano sono andate 55 preferenze. Colpisce, anche a Bologna, il netto calo dei votanti. Hanno partecipato infatti al congresso 5.830 iscritti, furono duemila in piu’ (7.861) nel 2013.
Vittoria di Matteo Renzi nel congresso della sezione Pd Mazzini-Trionfale di Roma, alla quale fino alla scissione era iscritto anche Massimo D’Alema. Su 234 votanti, con una partecipazione del 78,5%, 175 voti (74,78) sono stati espressi a sostegno della candidatura diRenzi alla segreteria del Pd. Seguono Andrea Orlando con 56 voti (23,93) e al terzo posto Michele Emiliano con 2 (0,85). Tra gli iscritti che hanno partecipato alla votazione anche il presidente Pd, Matteo Orfini, e il vicepresidente del Parlamento europeo, David Sassoli.
Sulla legge elettorale i renziani si fanno sentire attraverso Maria Elena Boschi: “Il Parlamento sta discutendo e mi auguro faccia una proposta”. Maurizio Martina punta sulla necessita’ di “introdurre correttivi maggioritari”, per “evitare – spiega dalle colonne della Stampa – l’ingovernabilita’ e un sistema iper-proporzionale”.
Interviene anche Silvio Berlusconi. Il leader di Forza Italia su un punto non e’ disposto a scendere a compromessi: la nuova legge per tornare alle urne deve tenere conto di una situazione tripolare. Il Cavaliere apre al “confronto” con i Dem a patto che non si rimetta sul tavolo l’idea di tornare al Mattarellum: “In quel caso – dice in un’intervista al Mattino – il dialogo viene meno”. A detta dell’ex premier infatti quella legge “rischierebbe di provocare clamorose distorsioni nella rappresentanza”.
Chi boccia invece l’idea di un’estensione dell’Italicum a palazzo Madama e’ il Guardasigilli Andrea Orlando: “Io auspico da tempo un premio alla lista, ma sarebbe meglio non discutere di modelli ma di punti, come quelli dei collegi e del premio di governabilita’. Evitiamo in tutti casi di andare a votare con questa”. La convinzione dello sfidante di Renzi e’ che debba essere il suo partito ad assumere l’iniziativa ma “non succede perche’ il congresso pesa e perche’ una parte del Pd vuole difendere capilista bloccati”.