La guera commerciale e i timori di una recessione negli Stati Uniti innescano una reazione a catena che da Wall Street investe anche l’Europa. Tesla arriva a perdere a Wall Street il 15%. A pesare sul colosso delle auto elettriche di Elon Musk è il crollo delle vendite in Cina. Al ribasso tutte le altre Magnifiche 7. A essere particolarmente penalizzati sono i titoli tecnologici. Il Dow Jones -2,08%, il Nasdaq perde il 4% e vede andare in fumo 1.000 miliardi di dollari di capitalizzazione.
In Europa Francoforte maglia nera con un calo dell’1,7%, seguita da Madrid in perdita dell’1,3%. La seduta è stata pesante anche per la Borsa di Milano: dopo una giornata nervosa, l’indice Ftse Mib si è concluso in ribasso dello 0,95% a 38.225 punti. Calo per i listini azionari di Londra, Amsterdam e Parigi che cedono lo 0,9%.
Nel Vecchio continente la Borsa peggiore è stata comunque quella di Francoforte, che ha chiuso con un calo dell’1,7% anche sulle tensioni politiche interne. In un’intervista a Fox News, Trump ha ammesso che l’economia americana attraverserà “un periodo di transizione” e non ha escluso che gli Usa possano entrare in recessione. “I mercati stanno diventando più preoccupati per le prospettive di crescita nel 2025”, ha affermato il capo economista di Ubs, Paul Donovan.
La Casa Bianca minimizza: ‘C’è una forte divergenza tra il mercato azionario e ciò che stiamo vedendo svilupparsi nelle aziende’. Musk denuncia un cyberattacco a X da una serie di indirizzi Ip dell’Ucraina.