CALA AL 4,5%. CREATI 98.000 POSTI, AL DI SOTTO DELLE ATTESE
Il tasso di disoccupazione negli Stati Uniti cala in marzo al 4,5%, ai minimi dal maggio 2007. Una flessione che arriva nonostante i soli 98.000 posti di lavoro creati. Nell’annunciare il dato dello scorso mese, il Dipartimento del Lavoro rivede al ribasso quelli di febbraio, quando sono stati creati 219.000, meno dei 235.000 inizialmente stimati. L’economia americana ha creato in marzo 98.000 posti di lavoro. Il dato e’ sotto le attese degli analisti, che scommettevano su 180.000 posti. Il tasso di disoccupazione e’ sceso al 4,5%.
Il tasso di disoccupazione si e’ portato sui minimi dal maggio 2007. Il dato e’ calato perche’ il numero delle persone con un lavoro e’ cresciuto piu’ velocemente di quanto fatto dalla forza lavoro. La flessione lancia un chiaro messagio alla Federal Reserve: l’economia Usa e’ praticamente vicina o ha raggiunto la piena occupazione. Il tasso di disoccupazione nell’agosto 2013 si attestava al 7,2% ed e’ all’interno della media tra il 4 e il 5% di prima della recessione. La Fed considera come tollerabile un valore di lungo termine non superiore al 5,5%. La partecipazione alla forza lavoro, che si attesta attorno ai minimi in 40 anni, e’ rimasta al 63%: pur essendosi allontanata dal minimo da ottobre 1977, pari a 62,4%, toccato in precedenza, resta al di sotto del 66% precedente alla recessione. Una misura alternativa della disoccupazione, che include coloro che hanno smesso di cercare un’occupazione e quelli che lavorano part-time ma che vorrebbero un full-time, a marzo era all’8,9%, in calo dal 9,2% del mese precedente; si tratta di minimi del dicembre 2007; questo tasso in media e’ stato all’8,3% nei due anni prima della recessione.
La durata della settimana media di lavoro e’ rimasta invariata a 34,3 ore, livello a cui si e’ attestata per vari mesi, ad eccezione di agosto scorso. Da segnalare che nel settore pubblico sono stati creati 9.000 posti, mentre in quello privato i nuovi salariati sono stati 89.000; nelle costruzioni sono stati aggiunti solo 6.000 posti dopo i 59.000 di febbraio; nel settore sanita’ c’e’ stato un +16.700 e in quello manifatturiero +11.000 (quinto mese consecutivo in aumento in questo caso). Male il comparto retail con un -29.700.
La Casa Bianca ha preferito concentrarsi sulla parte buona del rapporto sull’occupazione pubblicato oggi dal governo Usa e relativo a marzo. Gary Cohn, presidente del Consiglio economico nazionale dell’amministrazione Trump, si è detto “felice” del calo del tasso di disoccupazione, sceso al 4,5% dal 4,7% di febbraio, e di quello che tiene conto anche di coloro che hanno smesso di cercare un’occupazione e quelli che lavorano part-time ma che vorrebbero un full-time, passato all’8,9% dal 9,2% del mese precedente. Nel primo caso si tratta di minimi del maggio 2007; nel secondo, del dicembre di quello stesso anno. L’ex presidente di Goldman Sachs voluto dal presidente americano Donald Trump nel suo governo ha insistito sulla linea della Casa Bianca, che punta a riportare occupazione in Usa. In una intervista a Bloomberg TV ha detto che “è più importante che [la riforma fiscale] sia fatta giusta e bene che in fretta”.