MANAGER DEPOSITO, NON C’E’ AMIANTO. QUALITA’ ARIA NEI LIMITI
Ha raggiunto i quartieri a sud di Roma, i comuni sul litorale e Pomezia la nuvola di fumo originatasi dall’incendio divampato venerdi’ mattina nello stabilimento della ditta Eco X a Pomezia, specializzato nello smistamento di rifiuti, soprattutto plastica, carta, ferro e materiali edilizi. I primi dati diffusi da Arpa Lazio rilevati dalle stazioni di monitoraggio dell’aria hanno rilevato che gli inquinanti sono nei limiti di legge. Contemporaneamente, pero’, divampano le polemiche tra gli attori che avrebbero dovuto vigilare per prevenire l’incendio: il Comando dei vigili urbani di Pomezia, il Noe e la Asl Rm6 in un continuo rimpallo di responsabilita’. Intanto l’amministratore delegato della Eco X ha escluso che all’interno dello stabilimento ci siano tracce di amianto.
La nuvola grigia provocata dall’incendio nello stabilimento Ecox sulla Pontina Vecchia si sposta verso Pomezia e Roma. L’ex manager di Eco X, assicura: “Escludo che nel nostro stabilimento ci fossero rifiuti pericolosi, ed e’ assolutamente falso che ci sia amianto sul tetto visto che e’ di cemento”. Arpa Lazio tranquillizza, “non sono stati superati i limiti di legge per la qualita’ dell’aria”. Le operazioni di spegnimento dell’incendio sono previste tra domenica sera e lunedi’.
Prosegue senza sosta il lavoro dei vigili del fuoco, che da venerdì mattina stanno tentando di domare le fiamme all’interno della fabbrica Eco X, deposito di plastiche nella zona di Pomezia. Non è però questa l’unica emergenza. La nube, che dovrebbe contenere diossine, dovute alle plastiche bruciate, ma anche amianto, non si arresta e potrebbe anche aver varcato i confini della capitale. “Sono arrivate segnalazioni di odori fastidiosi in alcune zone di Roma sud – spiega il Campidoglio – L’Arpa non ha diramato nessun invito a chiudere le finestre ma questa misura può essere utile come rimedio contro gli odori”. Per questo la sindaca di Roma Virginia Raggi ha convocato il Coc, il Centro Operativo Comunale, per monitorare la situazione dopo l’incendio nello stabilimento sulla Pontina ed analizzare i dati che provengono dall’Arpa. Dal Campidoglio è stata avanzata richiesta all’Arpa per predisporre una centralina mobile in zona Spinaceto. Fumo e nube nera sono quindi ancora molto intensi. Per questo ieri è stato disposto che 21 Comuni dell’area metropolitana di Roma (Nettuno, Anzio, Pomezia, Ardea, Velletri, Lavinio, Lanuvio, Genzano, Albano laziale, Ariccia, Nemi, Castel Gandolfo, Marino, Ciampino, Frascati, Grottaferrata, Rocca di Papa, Rocca Priora, Montecompatri, Monte Porzio Catone e Colonna) tenessero chiuse le finestre e lavassero accuratamente frutta e verdura. Lo spettro amianto, anche se al momento non si hanno ancora certezza, potrebbe comunque essere dietro l’angolo. L’Asl di Roma 6 ha fatto sapere in un comunicato che è “possibile” la presenza di “coperture in cemento amianto sui capannoni dell’impianto”, è stato quindi richiesto ad Arpa Lazio di poter estendere le attività di campionamento ambientale, “al fine di determinare l’eventuale presenza di fibre aerodisperse”. L’Agenzia Arpa del Lazio intanto durante le operazioni di validazione dei dati della rete di monitoraggio della qualità dell’aria, ha analizzato con particolare attenzione le concentrazioni misurate presso le stazioni Ciampino, Cinecittà e Fermi, più prossime al sito interessato all’incendio anche in considerazione della direzione dei venti prevalenti nella giornata. Oltre a queste stazioni sono stati considerati anche i dati rilevati dal mezzo mobile, posizionato nel centro abitato di Albano Laziale. Dall’analisi dei dati non emergono superamenti dei limiti imposti per la qualità dell’aria ambiente dalla normativa vigente. Chiude al pubblico a causa della nube la Tenuta Presidenziale di Castelporziano, mentre questa mattina l’Outlet di Castel Romano ha ritardato la sua apertura, avvenuta poi intorno alle 12. In mattinata, infatti, erano arrivate alla Protezione civile di Roma una cinquantina di telefonate provenienti dall’Outlet, dove alcuni dipendenti hanno lamentato lievi malori come nausea e mal di testa.
Nessuna sottovalutazione degli allarmi sul deposito di rifiuti Eco X, andato a fuoco ieri mattina sulla Pontina. E’ quanto sottolinea il sindaco di PomeziaFabio Fucci, in merito alle polemiche nate a seguito di un esposto del Comitato di Quartiere Castagnetta Cinque Poderi datato 4 novembre 2016 che richiedeva all’Ente comunale di effettuare verifiche sugli ingenti quantitativi di rifiuti accumulati alla Eco X. “Il Comune si e’ prontamente attivato dopo la segnalazione dei cittadini”, chiarisce Fucci. “La sezione Polizia Ambientale della Polizia locale ha infatti inviato a dicembre 2016 una richiesta di sopralluogo congiunto al NOE (Nucleo Operativo Ecologico) dei Carabinieri ealla Asl Roma 6 per verificare quanto rappresentato dal Comitato di Quartiere. Non abbiamo sottovalutato la situazione, come qualcuno sta dicendo in queste ore, ma richiesto l’intervento dei soggetti competenti che, con strumentazione adeguata – che il Comune non possiede -, avrebbero dovuto effettuare le verifiche richieste”.
“La chiusura dell’Outlet di Castel Romano e’ stata decisa stamattina a causa del cattivo odore legato all’incendio di ieri a Pomezia, ma molti dipendenti sono trattenuti nei negozi in attesa della riapertura prevista per le 12.00. Abbiamo notizia di una commessa nostra iscritta che si sta recando al pronto soccorso a causa dell’esposizione ai fumi tossici”. E’ quanto riferisce Francesco Iacovone dell’Esecutivo Nazionale USB Lavoro Privato. “Si evacui immediatamente per tutti, anche per i lavoratori – attacca il sindacalista – le multinazionali del commercio non possono mettere in pericolo la salute delle commesse e dei commessi per continuare a macinare profitti.” “Le notizie stampa parlano di evacuazione – prosegue – ma molti lavoratori sono in attesa della riapertura prevista per mezzogiorno, e ci segnalano un odore insopportabile. Una nostra iscritta e’ in pronto soccorso e chiediamo con forza che si eviti quanto accaduto nel 2015 con l’incendio nell’aeroporto di Fiumicino” “Il Comune di Pomezia e la ASL competente ordinino l’immediato completo sgombro del sito produttivo, in attesa che si faccia chiarezza sulla natura del cattivo odore e sulla salubrita’ dell’aria.” conclude Francesco Iacovone.
Sono due le commesse dell’Outlet di Castel Romano che si sono recate in ospedale per accertamenti a seguito dell’incendio a Pomezia. A riferirlo e’ il componente dell’esecutivo nazionale Usb Lavoro privato, Francesco Iacovone. “A una delle due lavoratrici – spiega – e’ stata data una prognosi di 4 giorni, dell’altra sono in attesa di notizie. I sintomi sono nausea e vomito. Tutto lascia pensare che l’aria non sia pulita. Stamattina i lavoratori sono stati di fatto costretti a lavorare. Molti hanno lavorato con la mascherina. So che la indossa anche la sicurezza del centro commerciale e perfino i clienti”.
La nube tossica di Pomezia non ferma lo shopping del sabato. L’outlet di Castel Romano, uno dei piu’ grandi e noti centri commerciali alle porte della capitale, ha deciso di restare aperto oggi (seppure posticipando l’apertura di tre ore, dalle 9 alle 12) e ha comunicato la notizia sul suo sito facebook, sollevando un coro di critiche. “In merito al posticipo dell’apertura odierna ci teniamo a sottolineare che e’ stata una misura di carattere precauzionale – spiegano i responsabili – La direzione del Castel Romano Designer Outlet ha voluto constatare con precisione eventuali rischi, al fine di tutelare la sicurezza e la salute dei dipendenti e dei clienti. Il direttore del Centro, verificata con le autorita’ preposte l’assenza di pericolosita’ alcuna ha previsto la riapertura per le 12”. A giudicare dal tono delle reazioni la maggioranza dei commentatori non e’ affatto convinta. “Ma avete davvero il coraggio di far restare i dipendenti dentro i negozi e la gente fuori in attesa? – scrive Valerio -. Capisco l’importanza del fatturato ma la salute degli esseri umani non conta proprio nulla? Dovreste vergognarvi, mandate tutti a casa subito”. Ambra mette in evidenza che “il problema non e’ la puzza ma la tossicita’ della nube, le micropolveri sono impercettibili. Quindi mettetevi una mano sulla coscienza e tenere chiuso finche’ il problema non sia realmente risolto”. Per Marco “e’ veramente una vergogna. Qua c’e’ un rischio vero e proprio e voi aprite con la speranza che qualche fallito venga a fare la passeggiata a Castel Romano”. Rincara la dose Arianna. “Devono ancora valutare se c’e’ o no presenza di amianto e voi chiudete il Centro solo per due ore? Dovrebbe rimanere chiuso finche’ non ci sono i risultati, ma a voi della salute dei dipendenti non ve ne frega niente”. Lorenzo chiede se i responsabili dell’outlet siano presenti oggi a Castel Romano. La risposta e’ positiva: “Ciao Lorenzo, certo, il direttore e’ fisicamente presente nel Centro da stamattina”. Carlo si schiera invece a favore del Centro. “La tutela della salute delle persone spetta alle istituzioni, non ad una ditta privata – sottolinea -. Quindi se le istituzioni non dicono di chiudere, il Centro non ha alcuna responsabilita’”.
La Cgil, la Filctem e la Fiom Cgil di Roma e del Lazio hanno proclamato lo sciopero a oltranza dei lavoratori dell’outlet di Castel Romano, dopo i malesseri verificatasi a seguito dell’incendio della Eco X di pomezia. “A oltre 24 ore dal rogo della Eco X di pomezia non si hanno ancora indicazioni certe dalle autorit+á competenti circa le condizioni di sicurezza per i cittadini e i lavoratori del circondario di pomezia e delle zone adiacenti”, si legge in una nota. “Dopo il verificarsi di malesseri fra i lavoratori dell’outlet di Castel Romano, riteniamo quindi necessario proclamare lo sciopero a oltranza nel sito, con effetto immediato – precisano i sindacati fino a quando non saranno ripristinate le condizioni di sicurezza, comunicate ufficialmente da chi di dovere”.
“Riteniamo che un impianto di deposito di plastiche, carta e altri materiali riciclati andati a fuoco possano provocare dei danni ambientali di ampie proporzioni”. E’ quanto afferma l’Osservatorio nazionale sull’Amianto, in relazione all’incendio divampato ieri mattina presso lo stabilimento di stoccaggio e smaltimento di rifiuti industriali Eco X di Pomezia. “Se dovesse essere confermata la presenza di materiali in amianto, specialmente nelle coperture, sui capannoni, i danni sarebbero irreversibili, con miliardi di fibre che hanno ormai contaminato tutto il territorio e che semineranno malattie e morte in tutto il circondario. Per tali motivi – prosegue l’Osservatorio – ci chiediamo le ragioni per le quali gli impianti ad alto rischio non abbiano ricevuto dalla ASL e dalle altre autorita’ le doverose disposizioni di rimuovere questi materiali a rischio, in particolare quelli di amianto. Inoltre, chiediamo che la Magistratura faccia piena luce sulla vicenda. Riteniamo che sia in atto un vero e proprio disastro ambientale, le cui conseguenze, specialmente in riferimento al rischio amianto, si cominceranno ad avvertire nei prossimi decenni”. Ezio Bonanni, Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, denuncia che i Vigili del Fuoco intervenuti per domare le fiamme hanno operato senza le necessarie maschere protettive per l’agente killer. L’Osservatorio ribadisce che sussiste la prova scientifica in base alla quale l’amianto, oltre ad avere effetti fibrogeni, capaci di provocare l’insorgenza di asbestosi, placche pleuriche, ispessimenti pleurici, con complicazioni cardiovascolari, ha effetti cancerogeni ben oltre quanto presupposto dalle tabelle INAIL, perche’ provoca, oltre al mesotelioma della pleura, del peritoneo, del pericardio e della tunica vaginale del testicolo e del polmone, anche altre neoplasie, quali il cancro alla laringe e alle ovaie, ed inoltre, e’ stata confermata l’associazione tra esposizione ad amianto e una maggiore incidenza di cancro alla laringe, allo stomaco e al colon-retto.