BOOM DEI CONTRATTI A CHIAMATA, IN 8 MESI +129%
Nei primi otto mesi del 2017 sono stati attivati oltre un milione di contratti a tempo indeterminato (1.032.486 comprese le trasformazioni) con un calo del 2,5% sullo stesso periodo 2016. Lo rileva l’Inps nell’Osservatorio sul precariato: le cessazioni di contratti stabili nello stesso periodo sono state in linea con le assunzioni (1.033.409). Boom dei contratti a chiamata, in 8 mesi +129%. Le ore di cassa integrazione a settembre crescono del 3,9% su agosto ma diminuiscono del 49,8% rispetto allo stesso mese dell’anno scorso.
Aumentano i contratti di lavoro nei primi otto mesi dell’anno, ma solo per effetto di quelli a tempo determinato. È quanto emerge dall’Osservatorio sul precariato dell’Inps. E’ infatti leggermente negativo il saldo sui contratti a tempo indeterminato tra gennaio e agosto 2017, con 1.032.926 contatti stabili attivati (-2,5%), incluse le trasformazioni, a fronte di 1.033.409 cessazioni. In pratica, si sono persi 26.805 contratti a tempo determinato. Includendo invece le posizioni a tempo determinato, nei primi otto mesi del 2017, nel settore privato si registra un saldo tra assunzioni e cessazioni positivo per 944.000 contratti, superiore a quello del corrispondente periodo sia del 2016 (+704.000) sia del 2015 (+805.000).
Il saldo annualizzato, vale a dire la differenza tra assunzioni e cessazioni negli ultimi dodici mes, risulta pari a +565.000 (in leggera contrazione rispetto a quello rilevato a luglio: +586.000). Tutte le tipologie contrattuali, comunque, sono in crescita su base annua: +17.000 per i contratti a tempo indeterminato, + 53.000 per i contratti di apprendistato (+53.000), + 45.000 per i contratti stagionali e, soprattutto, +494.000 per i contratti a tempo determinato. “Queste tendenze attestano la persistenza di una fase di ripresa occupazionale”, afferma l’Inps.Aumenta il turnover dei posti di lavoro grazie soprattutto alla forte crescita delle assunzioni (nei mesi di gennaio-agosto 2017 sono risultate 4.598.000, in aumento del 19,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente). Crescono anche le cessazioni (3.654.000, +15,9% rispetto all’anno precedente) ma meno delle assunzioni.Alla crescita delle assunzioni, il maggior contributo è dato dai contratti a tempo determinato (+26,3%) e dall’apprendistato (+25,9%) mentre sono diminuite le assunzioni a tempo indeterminato (-3,5%: questo calo rispetto al 2016 è interamente imputabile alle assunzioni a part time).Tra le assunzioni a tempo determinato appare significativo l’incremento dei contratti di somministrazione (+19,2%) e ancora di più quello dei contratti di lavoro a chiamata che, con riferimento sempre all’arco temporale gennaio-agosto, sono passati da 121.000 (2016) a 278.000 (2017), con un incremento del 129,5%. “Questo significativo aumento – come, in parte, anche quello dei contratti di somministrazione e dei contratti a termine – può essere posto in relazione alla necessità per le imprese di ricorrere a strumenti contrattuali sostitutivi dei voucher, cancellati dal legislatore a partire dalla metà dello scorso mese di marzo e sostituiti, a partire da luglio e solo per le imprese con meno di 6 dipendenti, dai nuovi contratti di prestazione occasionale”, scrive l’Inps.Per effetto di questi andamenti si registra un’ulteriore compressione dell’incidenza dei contratti a tempo indeterminato sul totale delle assunzioni (24% nei primi otto mesi del 2017): nel 2015, quando era in vigore l’esonero contributivo triennale per i contratti a tempo indeterminato, era stato raggiunto il valore di 38,4%.Le trasformazioni da tempo determinato a tempo indeterminato – ivi incluse le prosecuzioni a tempo indeterminato degli apprendisti – sono risultate 240.000, con un lieve incremento rispetto allo stesso periodo del 2016 (+0,9%).Per le cessazioni, la crescita è dovuta principalmente ai rapporti a termine (+23,9%). Le cessazioni di rapporti a tempo indeterminato risultano sostanzialmente stabili (+0,3%).Con riferimento ai rapporti di lavoro a tempo indeterminato, i licenziamenti risultano pari a 379.000, in riduzione rispetto al corrispondente periodo di gennaio-agosto 2016 (-4,7%); in aumento risultano invece le dimissioni (+5,8%).Il tasso di licenziamento, calcolato sull’occupazione a tempo indeterminato, compresi gli apprendisti, è risultato per i primi otto mesi del 2017 pari al 3,4%, in lieve riduzione rispetto a quello registrato per lo stesso periodo del 2016 (3,5%).Quanto alla struttura retributiva dei nuovi rapporti di lavoro, l’Inps registra, per le assunzioni a tempo indeterminato intervenute a gennaio-agosto 2017, una riduzione della quota di retribuzioni inferiori a 1.750 euro (55,1% contro 58% di gennaio-agosto 2016).