David Smith è secondo classificato, con il romanzo ‘Whispers – Across the Atlantick’ (Osprey Publishing) e Maria Cristina Maselli è la terza classificata, con ‘Sigismondo e Isotta’ (Piemme)
Tre grandi romanzi per un grande vino toscano: il Lupicaia. La quarta edizione del premio dedicato alla Tenuta del Terriccio e al suo prodotto di punta ha visto vincere Isabella della Spina con il romanzo ‘L’Amante alchimista’ (Piemme).

Alla premiazione, nella tenuta di Gian Annibale Rossi di Medelana, con la prolusione del giornalista e storico Paolo Mieli e con Lavinia Spingardi, volto di Sky Tg24 chiamata a moderare gli interventi, sono saliti sul podio anche David Smith, secondo classificato, con il romanzo ‘Whispers’ (Osprey Publishing) e Maria Cristina Maselli, terza classificata, con l’opera prima ‘Sigismondo e Isotta’ (Piemme).
“Ho pensato ad un premio letterario – ha detto Rossi di Medelana – che potesse promuovere il mio vino ed avvicinare i giovani alla lettura. La lettura consente di estraniarsi dalla realtà, difficile, stressante e talvolta descirante, facendoci sentire felici senza bisogno di droghe. L’effetto nepente accomuna il vino alla letteratura, le mie due passioni, perché entrambi rendono meno duri i dolori della vita. Il Premio – continua Rossi di Medelana – è un omaggio alla grande scuola del romanzo storico… intende riconoscere la migliore opera di narrativa storica in lingua italiana, inglese o francese dell’anno raccontata a partire da una data che ho sempre individuato come fondamentale: il 14 Ottobre 1066, anno della battaglia di Hastings, a partire dalla quale si cominciano ad innestare i presupposti di quel percorso che ci porterà, in mille anni di storia, alla democrazia odierna”.
La giuria, composta da storici e letterati, il Conte prof. Niccolò Capponi, il Conte Francesco Cardelli, il Prof. Don Tommaso di Carpegna Falconieri e la dott.ssa Emanuela Taschini, ha selezionato i tre vincitori tra gli oltre 36 romanzi che hanno partecipato al concorso letterario. In questa edizione, in quanto esula dal periodo storico di riferimento, il ‘Premio speciale della giuria’ è stato assegnato alla scrittrice Andrea Marcolongo per il romanzo ‘La misura eroica’ (Mondadori).
In questa edizione, è stato istituito il ‘Premio alla Ricerca sugli avanzamenti tecnologici in materia di lesioni midollari”.
In collaborazione con SIA (Spinal Injuries Association) inglese e con la Fondazione Ircss Santa Lucia di Roma, rappresentati rispettivamente dalla vice presidente Raquel Singaporia e dal Direttore UOC Neurologia, prof. Marco Molinari, quest’anno il Premio Lupicaia del Terriccio ha stabilito di premiare un ricercatore al di sotto dei quarant’anni che abbia dato nell’ultimo periodo un contributo allo sviluppo delle tecnologie per il trattamento, la riabilitazione e l’assistenza ai mielolesi.
Il progetto di ricerca premiato è del dott. Marco Capogrosso, ricercatore italiano in Svizzera presso l’Université de Fribourg. “Insieme ai miei colleghi ad EPFL e all’università di Friburgo, abbiamo creato una tecnologia che utilizza segnali nervosi cerebrali per controllare la stimolazione elettrica di specifiche aree del midollo spinale. Questo “bypass” neurale – ha detto il prof. Colagrosso – permette di generare dei movimenti volontari delle gambe dopo una lesione del midollo spinale. I risultati pre-clinici su modelli animali sono stati promettenti, e se la strada per lo sviluppo di tecnologie compatibili con l’uso umano sia ancora lunga, credo che queste tecnologie rappresentino, almeno in parte, la strada da percorrere verso la cura della paralisi motoria”.