E’ stato fermato a Berlino un tunisino di 26 anni che ha cenato con Anis Amri la sera prima dell’attentato in un ristorante del quartiere Mitte. La Procura sospetta che abbia partecipato all’ attacco o ne fosse informato. Dalle indagini e’ emerso inoltre che Amri era consapevole di essere ripreso dopo la strage: fece il saluto dell’Isis a una telecamera.
L’identita’ dell’autore della strage di Capodanno a Istanbul e’ stata accertata: lo ha detto il ministro degli Esteri turco Cavusoglu senza pero’ fornire il nome ne’ altri dettagli sulla persona ancora ricercata, mentre sono 43 gli arrestati per complicita’ nell’attentato. Fra questi, 27 sono stati fermati all’alba a Smirne dall’antiterrorismo. Scagionato invece il 28enne kirghiso Mashrapov, scambiato per il killer. Primo discorso pubblico del presidente Erdogan: ‘Lo scopo principale degli attacchi e’ di distruggere il nostro equilibrio, di metterci gli uni contro gli altri. Non cederemo a questo gioco’.
Sono circa 40 le persone arrestate a Izmir, città turca sull’Egeo, con l’accusa di avere legami con l’Is. Lo riporta l’agenzia Dogan, secondo cui tra gli arrestati si contano nove uomini, 11 donne e 20 minori, in gran parte provenienti da Turkmenistan, Daghestan e Kirghizistan. Tra le persone finite in manette, ci sarebbero i membri di tre famiglie che avrebbero legami con il responsabile dell’attacco della notte di Capodanno a Istanbul. Molti di loro sarebbero arrivati a Izmir da Konya, nell’Anatolia centrale, dove l’attentatore ha soggiornato prima di colpire a Istanbul. Dopo aver eseguito alcune operazioni a Konya senza successo, la polizia ha trovato stamattina i ricercati nel quartiere Buca di Izmir, dove sarebbero arrivati circa 15 giorni fa.
La Turchia non si arrenderà al terrorismo e non permetterà che i terroristi sfruttino le differenze nella società provocando la sua polarizzazione. Lo ha affermato il presidente turco Recep Tayyip Erdogan commentando l’attacco della notte di Capodanno a Istanbul. “Abbiamo – ha detto Erdogan, citato dal quotidiano Sabah – la capacità di far fronte a questi attacchi”, che mirano a mettere i turchi gli uni contro gli altri. “Tutti i cittadini – ha aggiunto – devono affrontare la questione con un approccio responsabile e parlare e agire di conseguenza”.