Negli ultimi giorni, da piu’ parti nella comunita’ medico-scientifica giapponese arrivano esortazioni alle autorita’ e alla popolazione a non abbassare la guardia contro il covid-19 poiche’ i test condotti dal ministero della Salute sui cittadini per mappare la reale situazione nel Paese e prevenire nuovi contagi hanno rivelato come la maggior parte delle persone non abbia anticorpi e rischi di contrarre il virus in una seconda ondata di infezioni. I test sugli anticorpi condotti dal ministero della salute condotti all’inizio di questo mese hanno evidenziato un tasso di infezione dello 0,1% a Tokyo, dello 0,17% a Osaka e dello 0,03% a Miyagi, nel nord-est del Giappone, su campioni raccolti da circa 8.000 persone di eta’ pari o superiore a 20 anni nelle tre regioni. “Se l’infezione si fosse diffusa senza essere rilevata, i tassi sarebbero stati piu’ alti”, ha affermato Kazuhiro Tateda, professore alla Toho University, che aggiunge: “I risultati dei test condotti mostrano chiaramente che la prima ondata di infezioni e’ stata contenuta con successo, ma allo stesso tempo e’ anche evidente che la grande maggioranza delle persone non ha anticorpi al virus e dunque sarebbe vulnerabile in caso di nuove ondate di infezioni. Per questo motivo e’ impensabile abbassare il livello di guardia”. Allo stato degli studi condotti finora non risulta chiaro se gli anticorpi forniscano immunita’ per nuove infezioni, per questo motivo le autorita’ stanno pianificando analisi e test a tappeto per un monitoraggio costante nel tempo, che saranno curati direttamente dall’Istituto Nazionale di Malattie Infettive.