Intervistato oggi dal Corriere della Sera, il ministro alle Infrastrutture Delrio sostiene che ‘un No al referendum puo’ mettere a rischio l’unita’ del Pd’, e sulla riforma dell’Italicum propone, a garanzia dell’intesa sull’elezione diretta dei senatori ‘un accordo con un ordine del giorno vincolante in Parlamento, prima del referendum’. Definisce quella di Renzi sull’elezione diretta ‘una grande apertura alla minoranza’, ribadisce la disponibilita’ a lavorare sulla proposta Chiti-Fornaro, e osserva che l’importante non e’ tanto la scelta tra i due sistemi quanto le funzioni del Senato delle autonomie.
“Fa tremare i polsi l’idea che non troviamo un’intesa. Vorrei trasmettere agli amici della minoranza del Pd il grido che arriva dai territori. Bisogna abbassare i toni, anche nella maggioranza, e trovare un’intesa. Perche’ se non si trova, un No al referendum puo’ mettere a rischio l’unita’ del partito”. Lo afferma – al Corriere della Sera – Graziano Delrio, ministro delle Infrastrutture, che propone, a garanzia dell’intesa sull’elezione diretta dei senatori “un accordo con un ordine del giorno vincolante in Parlamento, prima del referendum. Per me la politica non e’ fatta di ricatti e minacce, ma di strette di mano”. “Non e’ che la democrazia sarebbe sospesa se l’elezione dei nuovi senatori fosse indiretta. Detto questo, Matteo Renzi ha fatto una grande apertura alla minoranza sull’elezione diretta. Quindi – aggiunge – dico che, per il bene del Paese, ci sono le condizioni per trovare un accordo”. “Siamo pronti a lavorare” sulla proposta Chiti-Fornaro, secondo Delrio pero’ l’importante non e’ tanto la scelta tra i due sistemi quanto le funzioni del Senato della autonomie. Alla sindaca Raggi che dice che non si puo’ fare contemporaneamente il sindaco di Roma, il sindaco della citta’ metropolitana e la senatrice, replica che “e’ lo stesso lavoro fatto in due sedi diverse. Molte questioni sono intrecciate in Comuni, citta’ metropolitane e Senato”.