Cordoglio e angoscia in tutta Europa per l’uccisione, ieri, della deputata britannica Jo Cox, impegnata nella campagna contro la Brexit. Il presidente Mattarella ha scritto alla regina Elisabetta II ‘certo che quest’ennesima azione di inaudita ferocia ci rafforzera’ nella comune lotta contro ogni forma di odio e di violenza’. ‘Choc e tristezza’ da parte della Commissione Ue, mentre i media riferiscono nuovi particolari sul killer, che avrebbe avuto legami con un gruppo suprematista bianco e avrebbe comprato un manuale sulla fabbricazione di armi dal sito della National Alliance, organizzazione neonazista Usa.
Jo Cox, uccisa ieri a Birstall, vicino a Leeds, aveva ricevuto diversi messaggi di minacce negli ultimi tre mesi. Lo rivela il Times. Secondo il quotidiano britannico, la revisione delle misure di protezione per la deputata laburista da parte della polizia era ancora in corso. Omaggio unanime della stampa britannica. Il marito: “Credeva in un mondo migliore”. Intanto spuntano sospetti di un legame fra Tommy Mair, accusato di aver ucciso la deputata, e un gruppo suprematista bianco, ostile all’Europa e simpatizzante del vecchio apartheid sudafricano.
La deputata laburista uccisa ieri a Birstall, vicino a Leeds, aveva ricevuto diversi messaggi di minacce negli ultimi tre mesi. Ma nonostante questo, sottolinea il Times, la revisione delle misure di protezione per Jo Cox da parte della polizia era ancora in corso.
Spuntano sospetti di un legame fra Tommy Mair, l’uomo arrestato con l’accusa di aver ucciso ieri la deputata britannica laburista Jo Cox, e un gruppo suprematista bianco, visceralmente ostile all’Europa e simpatizzante del vecchio apartheid sudafricano. Ne scrive oggi l’Independent online. Il gruppo in questione si chiama Springbok Club e Mair risulta citato nel database della rivista online che esso pubblica, la Springbok Cyber Newsletter, fin da 10 anni fa.
Un solo nome, un solo volto, un solo argomento. Non c’e’ giornale britannico che oggi non dedichi tutta o quasi tutta la prima pagina a Jo Cox, la deputata laburista, impegnata in favore dei profughi siriani, dei migranti e della permanenza del suo Paese nell’Ue, uccisa ieri nello Yorkshire da un uomo di 52 anni, Tommy Mair, al grido di “Britain First”: slogan nazionalista che significa “la Gran Bretagna prima di tutto”, ma che e’ anche il nome di un partitino xenofobo e anti-musulmano dell’ultradestra inglese. Un episodio che ha scosso il regno e fermato tutti i comizi della campagna in vista del referendum sulla Brexit del 23 giugno. Il progressista Guardian e il conservatore Daily Telegraph aprono addirittura, per una volta, con le stesse parole, quelle che il marito della parlamentare assassinata, Brendan Cox, ha usato per onorare in un messaggio la moglie dicendo ‘no’ all’odio: “Jo credeva in un mondo migliore e ha combattuto ogni giorno della sua vita per questo”. Il Times guarda invece gia’ all’inchiesta sull’accaduto e denuncia che la deputata aveva ricevuto “una serie di minacce alla sua sicurezza”, ma che la revisione delle misure di protezione da parte della polizia era ancora in corso. Mentre il Financial Times si concentra sulla conseguenze politiche di questo crimine, cha ha imposto “un immediato stop alla campagna” referendaria a una settimana dal voto. Una sospensione che non e’ ancora chiaro quanto durera’.