‘MOBILITATI GIA’ 183 MILIARDI NEGLI STATI MEMBRI DELL’UE’
‘Abbiamo fatto un successo del piano di investimenti’: e’ quanto sostiene il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker in merito al fondo Efsi, il cosiddetto ‘piano Juncker’ che, afferma, ‘ha mobilitato al momento 183 miliardi in termine di investimenti negli Stati membri’. Juncker ha parlato davanti alla plenaria del Parlamento europeo, dove si discute del negoziato sulla Brexit. ‘Il negoziato – dice – e’ nelle mani dei nostri avvocati divorzisti che sono molto capaci’.
“Abbiamo fatto un successo del piano di investimenti”: e’ quanto sostiene il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker in merito al fondo Efsi, il cosiddetto ‘piano Juncker’ che, afferma, “ha mobilitato al momento 183 miliardi in termine di investimenti negli Stati membri”. Juncker ha parlato davanti alla plenaria del Parlamento europeo, dove si discute del negoziato sulla Brexit. “Il negoziato – dice – e’ nelle mani dei nostri avvocati divorzisti, che sono molto capaci”. Ora, afferma Juncker, il divorzio dall Gran Bretagna “non puo’ assumere tutta la nostra attenzione, dobbiamo continuare con il nostro mandato di lavoro”.
“L’agenda positiva per l’Unione europea a 27 deve essere la nostra priorita’, non la Brexit”, ha detto il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, durante un dibattito all’Europarlamento sui negoziati con il Regno Unito in vista dell’uscita dall’Unione europea. Tusk ha annunciato che discutera’ con il presidente francese, Emmanuel Macron, questa sera a cena all’Eliseo del “futuro dei 27 e non della Brexit”. Anche il presidente della Commissione, Jean-Claude Juncker, ha voluto sottolineare che le trattative sulla Brexit non saranno la sua priorita’ politica. “I negoziati sono nelle mani dei nostri bravi avvocati divorzisti”, ha detto Juncker in un breve intervento davanti all’Europarlamento.
Qualunque accordo commerciale tra Ue e Gran Bretagna dopo la Brexit dovrà prevedere garanzie contro la “concorrenza sleale” da parte di Londra, secondo il presidente del Consiglio Ue Donald Tusk. “Il Regno unito deve essere consapevole che un accordo di libero scambio deve garantire un contesto operativo alla pari e prevedere garanzie contro vantaggi competitivi sleali” ha detto Tusk al Parlamento europeo a Strasburgo. Queste garanzie riguardano un’ampia serie di temi “tra cui fisco, misure e pratiche ambientali e regolatorie” ha detto Tusk. La tensione tra Londra e Bruxelles è alle stelle in vista delle elezioni dell’8 giugno e del successivo avvio dei colloqui sulla Brexit e la Gran Bretagna ha minacciato contromisure se la Ue non acconsentirà a un’intesa accettabile. I negoziati sull’accordo commerciale non dovrebbero iniziare prima che i colloqui sul conto da pagare per la Brexit e la sorte di milioni di cittadini europei che vivono in Gran Bretagna non avranno fatto “progressi sufficienti”. Tusk ha detto che i 27 Paesi Ue restanti “sono stati uniti e coerenti e hanno dimostrato solidarietà reciproca dopo il referendum sulla Brexit di giugno scorso”. Il negoziato “è ora nelle mani del nostri capaci avvocati divorzisti” ha detto agli europarlamentari il presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker, riferendosi al capo negoziatore Michel Barnier. “Voglio fargli gli auguri e so che non lascerà nulla al caso” ha aggiunto.