“Questa guerra durera’ una generazione. Altri innocenti perderanno la vita. Mi si accusera’ di generare ancora piu’ ansia, ma la realta’ e’ questa”. Il premier francese Valls torna cosi’ sull’ uccisione della coppia di poliziotti nella banlieue di Parigi. Intanto, dai media Usa si apprende che Nora Salman, la moglie del killer di Orlando, tento’ di dissuaderlo dal compiere l’attacco al Pulse club sabato scorso. La coppia “sorveglio’ il locale tra il 5 e il 9 giugno”, pochi giorni prima del massacro. E la donna avrebbe accompagnato il marito anche a comprare il fucile semiautomatico AR-15 con cui l’uomo ha fatto strage.
Gia’ nel 2011, Larossi Abballa, il Killer che l’altro ieri notte ha massacrato due poliziotti francesi richiamandosi alle direttive impartire dall’Isis, annunciava chiaramente la sua intenzione di voler colpire gli “infedeli”. All’epoca 19enne, Abballa dubita della necessita’ di recarsi fino in Medio Oriente per combattere la jihad ed evoca la possibilita’ di seminare terrore in patria. Rivolgendosi a un amico affermo’: “Akhii, credi davvero che abbiano bisogno di noi laggiu’? Con la sua volonta’, Allah ci dara’ tutti i mezzi di innalzare la bandiera. Qui non si fa nulla, e’ una sfida da cogliere”. Qualche giorno dopo, parlando con Saad, un altro amico, l’idea si fa piu’ precisa: “Bisogna cominciare il lavoro”, afferma, ovvero la “pulizia degli infedeli”. Saad suggerisce di far esplodere Charlie Hebdo (4 anni prima dell’attentato da parte dei fratelli Kouachi). Risposta di Larossi: “Non bisognera’ mica aspettare di andare tutti dai fratelli (in Medio Oriente, ndr) e tornare uno alla volta per cominciare…”. Infine, nel marzo 2011, due mesi prima del suo primo arresto, un ultimo messaggio a Saad: “Non ti stupire se lascio Jama’a (il gruppo jihadista al quale apparteneva, ndr) e parto a caccia di infedeli”.
La guerra contro lo Stato islamico e più in generale contro il terrorismo durerà per altri 20 anni e coinvolgerà un’intera generazione. Nel frattempo, altri innocenti perderanno la vita. A lanciare l’allarme è il premier francese Manuel Valls all’indomani dell’uccisione di una coppia di poliziotti nella banlieue di Parigi, in un attacco rivendicato dallo Stato islamico. E dal Belgio le notizie non sono più rassicuranti: il quotidiano belga La Derniere Heure, che cita le autorità locali, ha riferito che gruppi di militanti dello Stato islamico hanno recentemente lasciato la Siria alla volta dell’Europa per pianificare attacchi in Belgio e in Francia. L’ALLARME DI Valls – “Altri innocenti perderanno la vita a causa della minaccia terroristica che si è abbattuta sulla Francia. È una minaccia globale contro la quale dovremmo combattere per una generazione”. È l’avvertimento del premier Valls in un’intervista a France Info. “La lotta – ha precisato – durerà almeno altri 10-20 anni. Mi potranno accusare di generare ancora più ansia, ma purtroppo la realtà è questa”, ha dichiarato. L’intervento del premier è arrivato il giorno dopo la morte di due poliziotti a Magnanville per mano del jihadista Larossi Abballa. Ai microfoni della radio, Valls ha rifiutato ogni processo ai servizi di sicurezza dopo l’assassinio dei due poliziotti da parte – ancora una volta – di un sospetto, segnalato e sottoposto a intercettazioni telefoniche. “Non permetterò che si parli del benchè minimo errore, né di mancanza di discernimento”, ha affermato. Il premier ha insistito sul fatto che l’omicida avesse scontato una condanna per terrorismo e che dopo aver lasciato il carcere fosse continuamente monitorato tanto che negli ultimi mesi era stato oggetto di intercettazioni telefoniche che non avevano destato sospetti. “L’azione di un ‘lupo solitario’ è molto più difficile da sventare”, ha ricordato ammettendo però che “è sempre un fallimento quando due pubblici ufficiali vengono assassinati così”. “Facciamo fronte a una minaccia globale – ha aggiunto il primo ministro – abbiamo un nemico interno con questi individui autoradicalizzati che possono agire con pochissimi mezzi”. L’ALLARME DAL BELGIO – La polizia belga ha ricevuto un avviso dall’anti-terrorismo su un gruppo di militanti dello Stato islamico che recentemente ha lasciato la Siria alla volta dell’Europa per pianificare attacchi in Belgio e in Francia. Lo ha fatto sapere il centro di crisi belga per il coordinamento delle risposte di sicurezza, spiegando che l’allerta era stata diramata a tutte le forze di polizia del Paese ma che al momento non sono indicati piani per aumentare fino al massimo il livello di sicurezza, che significherebbe ‘minaccia imminente di un attacco’. Secondo il quotidiano belga La Derniere Heure, il gruppo “ha lasciato la Siria una settimana e mezzo fa per raggiungere l’Europa attraverso la Turchia e la Grecia via mare senza passaporti”. Non è segnalata la data di partenza. Secondo il quotidiano, i militanti sarebbero armati e divisi in due unità, una per colpire in Belgio e una in Francia. I potenziali obiettivi in territorio belga sarebbero centri commerciali, ristoranti fast-food e stazioni di polizia. Il giornale non menziona particolari obiettivi in Francia, Paese che sta ospitando gli Europei di calcio con 51 partite 10 stadi in tutto il Paese per cui sono attesi oltre 2,5 milioni di tifosi. Un portavoce del centro di crisi belga, Ocam, fa fatto sapere che, nonostante l’ultimo allarme, non vi sono indicazioni di una minaccia imminente tale da imporre l’innalzamento al livello massimo di allerta. “Siamo ancora a livello tre, il che vuol dire una minaccia che è grave. E siamo a questo livello dal novembre”, ha riferito la fonte. “Tuttavia, la sicurezza è già stata rinforzata in tutti questi obiettivi. Per ora, non vi è stato un cambiamento”. Nel frattempo, la polizia e l’antiterrorismo francesi sono stati allertati dalle autorità belghe, come ha una fonte del ministero dell’Interno francese. “Sappiamo che la minaccia è molto alta”, ha confermato la fonte spiegando che “si stanno verificando tutti gli elementi”. Anche il portavoce del governo francese Stephane Le Foll ha dichiarato: “Sappiamo che ci sono combattenti che stanno tornando (in Europa)”.