La Corte costituzionale esaminera’ nella camera di consiglio dell’11 gennaio 2017 l’ammissibilita’ delle richieste relative a tre referendum abrogativi su disposizioni in materia di lavoro, comprese misure presenti nel Jobs Act. Il ministro del lavoro Poletti commenta: ‘Se si vota prima del referendum il problema non si pone’. Speranza (minoranza Pd) gli risponde: ‘Piuttosto e’ necessario intervenire subito sul Jobs act a partire dai voucher’. Per il presidente di Confindustria Boccia il referendum creerebbe incertezza e si fermerebbero le assunzioni.
Una domenica compresa tra il 15 aprile e il 15 giugno. E rinvio di un anno in caso di elezioni anticipate. Sono i due tasselli, fissati dalla legge, che regoleranno il referendum abrogativo sul Jobs Act, su cui la Corte Costituzionale si esprimera’ l’11 gennaio. Dopo il via libera, gia’ arrivato, dall’Ufficio centrale presso la Cassazione, a cui spetta controllare la regolarita’ delle firme raccolte e la verifica formale del quesito, tocca alla Consulta, infatti, svolgere un controllo sostanziale e dichiarare ammissibili i quesiti. I giudici dovranno accertare che il referendum non riguardi materie per cui e’ espressamente vietata questa forma di consultazione popolare (ossia leggi di bilancio, di amnistia o indulto, rettifica di trattati internazionali) o abbia un contenuto che viola la Costituzione e l’ammissibilita’ appare pressoche’ scontata.
Di per se’ la Corte ha tempo fino al 10 febbraio per pubblicare la decisione, ma se ha fissato l’esame un mese prima, vuol dire che procedera’ rapidamente. A quel punto, incassato il via libera della Consulta, spetta al governo, attraverso il Consiglio dei ministri, individuare una data che deve cadere in una domenica tra il 15 aprile e il 15 giugno: nel 2017 la prima ‘finestra’ utile cade il 16 aprile, l’ultima l’11 di giugno. Il referendum dovra’ a quel punto essere indetto da un decreto del Presidente della Repubblica. Se il Parlamento modificasse le leggi interessate prima del referendum, la consultazione verra’ annullata. Il referendum abrogativo, a differenza di quello costituzionale per cui si e’ votato il 4 dicembre, e’ legato a un quorum: per essere valido deve votare la maggioranza degli aventi diritto. Ma nel referendum sul Jobs Act, l’art. 18, i voucher, la variabile non e’ legata a questo aspetto, quanto alla possibilita’ di voto anticipato, perche’ in quel caso, come previsto dalla legge 352 del 1970, la consultazione referendaria verrebbe sospesa e rinviata a 365 giorni dopo il giorno delle elezioni per evitare una sovrapposizione delle campagne elettorali per le elezioni e per il referendum.