’IL QE PUO’ AUMENTARE SE PEGGIORA IL QUADRO ECONOMICO’
La Bce ha lasciato i tassi di interesse invariati. Il tasso principale e’ allo 0%, quello sui depositi resta negativo (-0,4%) mentre il tasso sui prestiti marginali e’ a 0,25%. Il Qe potra’ ancora aumentare, sia nelle dimensioni degli acquisti di bond che nella sua durata, se le prospettive economiche dovessero peggiorare. ‘Il Qe a 60 miliardi di euro al mese continuera’ fino a fine dicembre e oltre se necessario’. La possibilita’ di aumentarlo non era scontata: diversi investitori si aspettavano che tale opzione venisse esclusa dalla Bce. Tra le motivazione i timori per l’euro forte, fonte di incertezza.
Per il presidente della Bce Mario Draghi e’ “ancora necessaria una politica monetaria accomodante” nell’eurozona. Lo ha detto nel corso della conferenza stampa al termine del direttivo durante il quale e’ stato confermato il costo del danaro dell’area euro ai minimi storici: il tasso sulle operazioni di rifinanziamento principali resta a zero, il tasso sulle operazioni marginali resta allo 0,25 per cento e il tasso sui depositi resta al meno 0,40%. Il Consiglio direttivo si attende che i tassi di interesse di riferimento della Bce si mantengano su livelli pari a quelli attuali per un prolungato periodo di tempo e ben oltre l’orizzonte degli acquisti netti di attivita’. Quanto alle misure non convenzionali di politica monetaria, il Consiglio direttivo conferma che intende condurre gli acquisti netti di attivita’, all’attuale ritmo mensile di 60 miliardi di euro, sino alla fine di dicembre 2017 o anche oltre se necessario, e in ogni caso finche’ non riscontrera’ un aggiustamento durevole dell’evoluzione dei prezzi, coerente con il proprio obiettivo di inflazione. Contestualmente agli acquisti netti e’ reinvestito il capitale rimborsato sui titoli in scadenza nel quadro del programma di acquisto di attivita’.