MARONI: PREMIER ARRABBIATO, MA SERVIVA PRESENZA AUTOREVOLE
Le regole per l’assegnazione delle agenzie europee Ema e Eba, compreso il sorteggio finale, ‘sono state prese dai 27 ministri degli Esteri’. Lo ha detto il portavoce della Commissione Ue Margaritis Schinas, negando divisioni nell’Ue. Il governatore della Lombardia Maroni parla di un Gentiloni ‘molto arrabbiato’ per la scelta della Spagna di appoggiare Amsterdam, ma attacca: ‘Fra seconda e terza votazione, quando c’era bisogno di essere li’ e bastavano due voti, se ci fosse stato il premier o il ministro degli Esteri, magari sarebbe andata diversamente. Forse una presenza piu’ autorevole avrebbe fatto la differenza’.
“Tutto si e’ giocato in quella mezz’ora. C’era il sottosegretario Gozi, forse una presenza piu’ autorevole avrebbe fatto la differenza, dico forse”. A dirlo e’ il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, commentando il voto sull’Ema di ieri. A margine dell’instaurazione del tavolo Lombardia-Emilia-Governo sull’autonomia, oggi a Palazzo Lombardia, Maroni ha risposto cosi’ alla domanda “Bisogna saper perdere?”: “Se le regole sono giuste e la partita corretta. Qui c’e’ stata una scorrettezza anzi, un’incapacita’ dell’Europa di assumersi le sue responsabilita’”. Per Maroni “sarebbe stato opportuno fare i calci di rigore, convocare Milano e Amsterdam al tavolo di Bruxelles, fare illustrare i due dossier e dopo l’Europa avrebbe dovuto assumersi le sue responsabilita’. Sono sicuro che in un confronto fra i due dossier avremmo vinto. Detto questo non faccio il tifo perche’ Amsterdam fallisca, sara’ difficilissimo che costruisca un palazzo in 18 mesi”. Il governatore Ha aggiunto: “Io e Sala abbiamo fatto tutto per costruire un dossier fortemente competitivo. Resta il dubbio che fra la seconda e la terza votazione, quando c’era bisogno di essere li’ e bastavano 3 voti, se fosse stato li’ tutto il governo, il presidente del Consiglio e il ministro degli Esteri, magari la cosa sarebbe andata diversamente”. Per Milano “il ruolo di capitale europea anche senza Ema resta, il rammarico e’ per l’Italia ma anche per l’Europa, perche’ qui Ema avrebbe costruito un ecosistema utile a tutta Europa”.
“L’Italia si era fatta sentire, in opposizione al sorteggio, ma la Commissione aveva comunque deciso per questo sistema. Noi lo sapevamo: perdere ci sta, perdere su un sorteggio non avviene neppure piu’ a calcio. Non voglio strumentalizzare e schierarmi contro l’Europa ma ieri non e’ stata una grande pagina”. Lo ha detto a Sky TG24 Pomeriggio il sindaco di Milano Giuseppe sala, parlando della sconfitta della citta’ nella partita per aggiudicarsi la sede di EMA, l’Agenzia Europea del farmaco, andata a Bruxelles. “Sarebbe stata- ha proseguito- una consacrazione del ruolo istituzionale di Milano, ma la citta’ sta compiendo un percorso da anni e non per quello che e’ successo ieri lo interrompera’. Non ci piangiamo addosso e continueremo in questo percorso di valorizzazione internazionale che ovviamente c’e'”.
“Un momento di follia, dove il destino degli italiani è appeso alla sorte, la fortuna o la sfortuna, non solo a Bruxelles, dove l’Unione europea dimostra il suo nulla e come spende male i soldi degli italiani, ma anche in Italia, perché il governo Gentiloni estrarrà a sorte chi ha la fortuna di andare in pensione”: così Matteo Salvini definisce la decisione di estrarre a sorte la sede dell’Ema, toccata ad Amsterdam e non a Milano. “Siamo alla follia. E’ in corso la trattativa tra governo e sindacati: non portino in aula l’innalzamento dell’età pensionabile a 67 anni, che è una follia e non cerchino di estrarre a sorte i fortunati che andranno in pensione”, ha proseguito il leader della Lega parlando con i giornalisti a Montecitorio. “Immigrati, ci alzano l’età pensionabile, massacrano i nostri produttori, i nostri pescatori e quando c’è un’opportunità di sviluppo per Milano e l’Italia intera, estraggono a sorte perché non hanno la forza, la voglia di decidere”, ha concluso.